Con le informazioni apprese visitando la mostra sul fumo “NO SMOKING BE HAPPY” e in altri momenti scolastici…

… la classe 2A, grazie all’aiuto della professoressa Bezzon e della professoressa Mozetic, ha svolto delle attività di approfondimento e riflessione sul fumo, sui problemi che può causare alla nostra salute e a chi ci sta intorno;  ciascun alunno ha poi immaginato di indirizzare una lettera al prof. Iorio per avvisarlo sui pericoli del  fumo.

Qui sono proposti due esempi di lettere svolte in classe dalle alunne Sara Popa e Giulia Beldì.

(di Francesco Platini – titolo- e Filippo Sacco – introduzione-)


Caro professor Iorio,

le scrivo questa lettera per metterla in guardia sui danni che provoca il fumo alle persone e magari per incoraggiarla a smettere di fumare.

Ad esempio, sa che se fuma i suoi polmoni ne hanno certamente risentito?

Ebbene è così: è come ingerire un bicchiere di petrolio, a causa delle tante sostanze tossiche che contiene una sigaretta.

Sempre riguardo ai polmoni, tra qualche anno le potrebbe venire il fiatone e magari non riuscirebbe più a salire le scale per accompagnarci in classe, dovendo prendere l’ascensore.

Potrebbe avere anche la voce rauca e non riuscire più a intonare le canzoni come fa adesso. Per farle un esempio mia sorella, che è anche lei fumatrice, tossisce in continuazione e non ha una voce proprio così “limpida”.

Il fumo provoca anche danni alla retina dell’occhio facendo calare la vista: immagini cosa succederebbe in classe se non riuscisse più a tener d’occhio tutto quello che combiniamo.

Sempre parlando di sigarette, se smettesse di comprarne, in un anno avrebbe risparmiato abbastanza soldi per potersi permettere una crociera di lusso o qualche altra bella gita con i suoi amici e familiari. Sorprendente vero?

Non è tutto. Quando siamo andati a visitare la mostra “No smoking be happy” la nostra guida ci ha fatto entrare in una stanzetta piccola, ma comunque abbastanza capiente da riuscire ad ospitare tutta la classe, e lei sa bene che non siamo proprio così pochi.

Questa rappresentava il cervello di un individuo: sul soffitto erano appese molte lucine che simboleggiavano i neuroni e, ogni volta che la persona in questione fumava, la guida spegneva una lucina dopo l’altra, fino a farci rimanere completamente al buio.

Ecco dunque come si riducono le capacità di memoria e di ragionamento di un fumatore dopo parecchi anni di dipendenza. Questo potrebbe anche influenzare la sua carriera scolastica; senza contare che il fumo passivo può danneggiare le persone che le stanno intorno.

Spero che abbia apprezzato lettera e che le sarà d’aiuto per il futuro.

Cordiali saluti

Sara Popa


Caro prof. Iorio,

io e la mia classe qualche settimana fa siamo andati ad una mostra chiamata: “No Smoking be Happy”. Parlava di quanto si possa danneggiare il nostro corpo fumando. Le sto scrivendo questa lettera per avvisarla delle conseguenze che possono avere i fumatori, perché prima o poi tutte le sostanze che ci sono dentro la sigaretta le danneggeranno la salute e il suo corpo.

Forse lei non sa delle molte sostanze che ci sono all’interno della sigaretta; potrei elencarne a migliaia, ma quelle basilari sono per esempio il mentolo, la nicotina, l’acetone, il catrame, l’ammoniaca.

Se non ci fosse il mentolo, dopo un po’ che lei fuma, sentirebbe una forte irritazione alla gola, così non comprerebbe più sigarette; quindi, se lei ci pensa, la sigaretta è una vera “fregatura”.

Il catrame invece è la sostanza che mi ha più colpito, perché abbiamo fatto anche un progetto a gruppi durante l’ora di scienze. Se lei prova a prendere una bottiglia vuota, mettere il boccale di un imbuto in cima, e poi infilarci una sigaretta, quando lei la accenderà, con vari procedimenti che ora non elenco, scenderà un liquido nero, che se poi viene messo a cuocere, si trasformerà allo stato solido: il catrame.

Tra le sostanze più dannose c’è anche la nicotina, che crea dipendenza. Per esempio quando un ragazzo fuma per la prima volta, la nicotina dà un senso di “relax” al suo cervello; così che poi, visto che quella sostanza gli è piaciuta, ne vorrà ancora, fino a creargli dipendenza.

Ma non sa che fumando, oltre agli altri vari problemi, pian piano i neuroni del suo cervello muoiono?

Questa mostra è stata molto interessante, ma allo stesso tempo divertente, perché ci hanno mostrato dei veri polmoni di maiale, in uno dei quali avevano inalato delle sostanze proprie della sigaretta, come se il maiale avesse fumato per dieci anni.

Caro prof, allora le consiglio di smettere di fumare, se non vuole ritrovarsi i polmoni come quelli del maiale: non erano affatto belli da vedere e funzionavano molto male!

Cari saluti dalla sua alunna “preferita”,

Giulia Beldì