Si potrebbe pensare che l’inquinamento atmosferico è presente solamente nelle grandi città, ma non è così: anche nei centri più piccoli si possono trovare fonti produttrici di inquinamento, anche per esempio a Borgomanero dove esso viene prodotto principalmente dalle fabbriche e dai rifiuti urbani.

Una testimonianza di ciò è, per esempio, il sequestro di un magazzino di oltre settemila metri quadrati vicino alla stazione ferroviaria di Borgomanero, perché sia all’interno sia all’esterno dell’immobile sono stati ritrovati pneumatici, batterie, cavi elettrici.

Negli anni sono stati organizzati vari incontri tra i Sindaci della zona per discutere delle problematiche ambientali. In tali incontri si è stabilito che ogni Comune deve dare il suo contributo per combattere il fenomeno dell’inquinamento, ma in caso di situazioni rimaste non risolte, la Provincia stessa interverrà direttamente. Non ostante le buone intenzioni numerosi di questi incontri si sono conclusi con un nulla di fatto il che è un peccato: se ogni Comune facesse la sua parte, l’inquinamento potrebbe essere certamente diminuito.

INQUINAMENTO DELL’AGOGNA

A Borgomanero non è presente solo l’inquinamento atmosferico, ma anche l’inquinamento dell’acqua. Un esempio ne è il torrente Agogna. Non si tratta di un corso d’acqua di grosse dimensioni, ma per i  borgomaneresi è un simbolo tradizionale: fino a non molti anni fa era abitudine, d’estate, “farsi una nuotata” nell’Agogna. L’Agogna, però, cominciò ad essere sempre più inquinato e oggi nessuno si immergerebbe più nel torrente diventato troppo sporco.

Come testimonia lo studio condotto dal CIRF per conto della Regione Piemonte e della Provincia di Novara sullo “stato di salute dell’Agogna“, durante il suo corso, l’acqua del torrente non ha uno stato ecologico sempre uguale: alla fonte l’acqua è quasi pura, poi si inquina man mano che prosegue verso la foce, dopo aver attraversato Borgomanero e Novara. Anche la fauna ne risente, poiché secondo diversi studi già dopo pochi chilometri dalla fonte, quest’ultima si dimostra sofferente. Man mano che ci si avvicina a Novara, anche le coltivazioni agricole, come le risaie, hanno un forte un impatto sul fiume.