Si ritiene inquinata l’aria la cui composizione ecceda limiti stabiliti per legge allo scopo di evitare effetti nocivi sull’uomo, sugli animali, sulla vegetazione, sui materiali o sugli ecosistemi in generale.

La presenza nell’aria di sostanze inquinanti provoca diversi effetti, uno di questi sono le piogge acide. L’uso dei combustibili fossili in grosse quantità provoca l’immissione nell’atmosfera, oltre che di anidride carbonica, anche di anidride solforosa e di ossidi di azoto, questi si combinano con il vapore acqueo delle nubi generando le piogge acide. Attraverso l’acqua tali sostanze ricadono sui terreni e sulle coltivazioni, provocando importanti danni.

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Un altro effetto dell’inquinamento atmosferico di cui si parla molto spesso è il buco nell’ozono. Lo strato di ozono che circonda la Terra costituisce una barriera naturale contro le radiazioni letali per gli esseri viventi. La riduzione di tale strato, che si verifica in corrispondenza dei poli soprattutto in primavera, è una conseguenza di un particolare tipo di inquinamento atmosferico legato ai refrigeranti e può essere causa di malattie della pelle o degli occhi.

Anche il tanto conosciuto effetto serra è una conseguenza dell’inquinamento atmosferico. L’effetto serra è un fenomeno naturale determinato dalla presenza nell’atmosfera di gas, detti gas serra, che consentono il passaggio delle radiazioni solari, ma impediscono la dispersione del calore prodotto dalla Terra, consentendo al nostro pianeta di mantenere una temperatura ideale per la presenza di vita animale e vegetale. Tuttavia se tali gas aumentano eccessivamente si produce un effetto di riscaldamento che rischia di distruggere gli equilibri naturali.

Alcune sostanze inquinanti, se presenti in grandi quantità, possono produrre alterazioni chimiche e fisiche dell’aria, compromettendone la capacità di “funzionare” correttamente e di garantire le funzioni vitali. Possono venire danneggiati anche i manufatti e le opere d’arte a volte in maniera irreparabile.