Avvenire, 8 aprile 2016

Le associazioni, i movimenti e le diverse organizzazioni cattoliche hanno salutato con entusiasmo la pubblicazione dell’esortazione apostolica “La gioia dell’amore”

AIART, Associazione spettatori.“ Nell’epoca attuale, in cui regnano l’ansietà e la fretta tecnologica, compito importantissimo delle famiglie è educare alla capacità di attendere” (Amoris Laetitia). «La lettura di questo passaggio di Amoris Laetitia ci impegna a perseguire ancora di più la missione della nostra associazione» ribadisce Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (associazione spettatori di ispirazione cattolica). «Quando il Papa evidenzia che non si “non si tratta di proibire ai ragazzi di giocare con i dispositivi elettronici, ma di trovare il modo di generare in loro la capacità di differenziare le diverse logiche e di non applicare la velocità digitale a ogni ambito della vita”, sottolinea proprio la necessità di una vera e propria educazione integrale che comprende anche l’uso della tecnologia. Educare gli uomini, i vari componenti della famiglia, significa dar loro strumenti critici e conseguente capacità di scelta e di crescita – come sottolinea il Pontefice – nella maturazione di una libertà personale». «Per questo crediamo – conclude Padula – nella necessità sempre più stringente di un’alleanza tra famiglia e media che può concretizzarsi e dare frutti fecondi anche attraverso percorsi di educazione e formazione ad hoc. L’Aiart sarà a disposizione delle famiglie e degli uffici di pastorale famigliare per dare il proprio contributo a questo progetto».

Movimento per la vita. “Una grande sinfonia dell’amore cristiano e, insieme, la serena consapevolezza che la risposta alle sfide del nostro tempo e al degrado della famiglia non può essere vinta ‘solamente insistendo su questioni dottrinali, bioetiche e morali’”, così Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano in una nota diffusa oggi. “Nell’esortazione apostolica Amoris Laetitia – spiega Gigli – sono presenti tutti i temi sui quali il Movimento per la vita è maggiormente impegnato. Il valore inestimabile di ogni vita umana e l’inalienabilità del diritto alla vita fanno si che ‘in nessun modo è possibile presentare come un diritto sul proprio corpo la possibilità di prendere decisioni nei confronti di tale vita, che è un fine in sé stessa e che non può mai essere oggetto di dominio da parte di un altro essere umano’. Papa Francesco, prosegue il presidente Mpv, “a nome di tutta la Chiesa, rigetta gli interventi coercitivi degli stati e delle organizzazioni internazionali a favore di contraccezione, sterilizzazione o addirittura aborto. Il Papa denuncia che tali misure, ‘inaccettabili anche in luoghi con alto tasso di natalità’ sono contraddittoriamente incoraggiate anche in paesi con tassi di natalità molto bassi. A coloro che operano nelle strutture sanitarie, il papa rammenta ‘l’obbligo morale dell’obiezione di coscienza’ “. “A questo grandioso progetto pastorale per rendere la Chiesa più capace di rispondere alle minacce e alle sfide del nostro tempo – conclude Gian Luigi Gigli -, il Movimento per la vita italiano non farà mancare né il suo impegno culturale, né la sua opera di ‘ospedale da campo’ accanto a tutte le condizioni del nostro tempo la cui vita è a rischio, dal bambino non ancora nato all’anziano, al morente”.

MEIC. “Papa Francesco ha lanciato una sfida a tutta la Chiesa: guardare all’amore coniugale e della famiglia con speranza, con uno spirito di apertura e di gioia, più che di preoccupazione per il clima sociale e culturale nel quale ci troviamo. Emblematiche sono le parole con le quali Francesco chiede di non cadere ‘nella trappola di esaurirci in lamenti autodifensivi, invece di suscitare una creatività missionaria’ e ancora, citando i vescovi della Colombia, invita a ‘liberare in noi le energie della speranza traducendole in sogni profetici, azioni trasformatrici e immaginazione della carità’”. Lo dice in una nota il presidente nazionale del Meic, Beppe Elia, commentando l’esortazione apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”. “Colpisce anche il tono scelto dal Papa”, continua Elia: “Colloquiale, diretto, come è nel suo stile, un linguaggio che si fa prossimo a chi legge e ascolta”. Conclude il presidente Meic: “Con la sua esortazione Francesco rivela anche di fronte alle situazioni più problematiche e controverse, come quella dei divorziati risposati, la sua attenzione alle persone e alla loro storia, soprattutto quando queste sono fragili e chiedono gesti di fraternità. La scelta di un intervento non tanto dottrinale quanto fortemente pastorale ci spinge al superamento di alcune rigidità attraverso l’accoglienza e la misericordia. Ora è il momento di approfondire questo documento davvero molto ricco di analisi e di orientamenti e di incarnarlo nell’approfondimento teologico e culturale e soprattutto nella prassi pastorale”.

Opera Don Orione. “Nell’Esortazione non si parla di ammissione alla comunione di divorziati risposati, ma con molta sapienza pastorale si incoraggia il discernimento, la misericordia e l’integrazione ecclesiale per i divorziati risposati come anche per gli sposati solo civilmente, per i conviventi e per altre categorie di persone nelle quali ravvivare il “lucignolo fumigante”, cioè ancora vivo, della Grazia di Dio. E’ quanto dichiara in una nota don Flavio Peloso, Superiore generale dell’Opera don Orione in merito all’esortazione post sinodale “Amoris Laetitiae”. “Che bella questa Chiesa – aggiunge don Peloso – che dalle solide mura dottrinali della sua casa edificata sulla Roccia esce misericordiosa e si fa prossima a tutti, senza scartare nessuno, tanto meno in nome di Dio e di quel bene che tanto ama”. “La Chiesa è per tutti e, con particolare tenerezza, – commenta – per quelli che sono nella debolezza, nel limite e nel peccato. Capisco che possa essere male interpretata sia dai rigidi cultori di un pelagianesimo senza misericordia e sia dai libertini che cercano complicità e consensi alle loro cattive condotte”. “E’ il rischio – conclude don Peloso – dell’incarnazione e della misericordia. Ma è la via scelta dal Figlio di Dio che venne ad abitare in mezzo a noi. E’ la via percorsa da santi come don Orione che volle essere ‘il prete di quelli che non vanno in Chiesa’. E’ la via che Papa Francesco continuamente indica affinché la Chiesa abiti nel mondo attuale per salvarlo”.

Opus Dei. Il prelato dell’Opus Dei, monsignor Javier Echevarrìa, in un commento pubblicato sul sito Opusdei.it esprime il desiderio che «tutti i fedeli e gli amici della Prelatura stiano accanto in questi giorni a papa Francesco con un’abbondanza di preghiere per la sua persona e le sue intenzioni, in modo che tutti, con l’aiuto dello Spirito Santo, sappiano stare accanto sempre di più alle famiglie».

«L’esortazione rilancia la pastorale familiare e ricorda la centralità delle famiglie nella nuova evangelizzazione e nella costruzione della società». A dichiararlo in una nota è monsignor Fernando Ocáriz, vicario ausiliare dell’Opus Dei, primo collaboratore di Echevarrìa.

«Papa Francesco – aggiunge Ocáriz – evidenzia che la pastorale familiare implica molti aspetti e sfide, come dimostra la lunghezza stessa del testo. Dei vari aspetti, dopo una prima e rapida lettura, mi sembra centrale quello della formazione, intesa non solo come trasmissione di conoscenze ma anche come accompagnamento delle persone, per aiutarle a incarnare il Vangelo e non semplicemente a conoscerlo. L’Amoris laetitia raccoglie le incoraggianti catechesi del Papa sulle virtù quotidiane della vita familiare, la carità coniugale, le relazioni all’interno della famiglia, l’educazione dei figli, le difficoltà che sperimenta una famiglia del XXI secolo, la gioia dello stare assieme e tanti altri aspetti della quotidianità di una famiglia che desideri riflettere gli insegnamenti e i valori evangelici. La chiamata di Dio alla santità è universale e attuale: ognuno di noi, ogni famiglia, con le sue fragilità e con l’aiuto della grazia, è chiamato a una meta alta e ci viene richiesto di accompagnare gli altri in questo cammino. Il Papa ci invita a continuare a meditare e riflettere su alcune conseguenze pratiche alla luce del Vangelo, soprattutto quelle relative alle cosiddette situazioni irregolari, che sono molto delicate e richiedono un serio discernimento”.

Meter onlus. “Confortano e incoraggiano le parole del Papa sullo sfruttamento e la condizione dei bambini e la pedofilia nell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia, ora bisogna passare alle azioni pastorali”. Così don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter onlus (da 25 anni impegnata nel tutelare l’infanzia contro le forme di sfruttamento sessuale e la pedofilia), commenta l’esortazione post sinodale Amoris Laetitia diffusa soffermandosi sull’ampio paragrafo che descrive la condizione dell’infanzia. Non solo: il documento papale dice sulla pedofilia che “l’abuso sessuale dei bambini diventa ancora più scandaloso quando avviene in luoghi dove essi devono essere protetti, particolarmente nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità e istituzioni cristiane”. Per il sacerdote siciliano “non basta solo il richiamo, la denuncia, la condizione che tutti ormai conosciamo e che da decenni sono sotto gli occhi di tutti. Non è più possibile non pensare che i vescovi e le comunità diocesane e parrocchiali in sinergia efficace e autentica non si impegnino in questo cammino di prevenzione e di pastorale di prossimità. Non devono mai più accadere le violenze e gli abusi sui minori, spesso subiti nell’ambito familiare e in tante realtà che dovrebbero tutelare e favorire la crescita sana ed equilibrata”. “A tal proposito – continua don Di Noto – il 1° maggio celebreremo 20 anni della Giornata bambini vittime della violenza e della pedofilia, parteciperemo al Regina Coeli con Papa Francesco: sarà la buona e bella occasione per esprime pubblicamente, ci siamo e continuiamo ad operare per il bene dei piccoli nella Chiesa e nella società”.

AINC, Associazione notai cattolici. “L’esortazione del Papa sulla famiglia ‘Amoris laetitià, a conclusione del doppio sinodo 2014-2015, è un documento di grande importanza, che conclude un lavoro di approfondimento e di riflessione sull’istituzione familiare. Parlare della famiglia e alle famiglie, tenendo presente l’importanza dei principi che devono essere praticati, senza mai venire meno al dialogo e al concetto del discernimento, senza mai dare per scontata la formulazione di una verità, è la grande scommessa di un pontificato pronto alle sfide che la società pone alla Chiesa e alla comunità dei cristiani”. Così Roberto Cogliandro, presidente dell’Ainc (Associazione italiana notai cattolici)