Giovedì 28 gennaio l’intera mattinata è stata dedicata all’incontro con esperti e al confronto su questo tema di grande attualità.

La scuola deve formare gli studenti a divenire cittadini consapevoli, informati sul mondo in cui vivono, capaci di crearsi un pensiero critico sulle grandi questioni dell’attualità, soprattutto in un mondo sempre più complesso come quello in cui viviamo. Per questa ragione, le scuole dell’Istituto “Don Bosco” riservano, da sempre, una particolare attenzione, accanto all’istruzione disciplinare in senso stretto, anche alla formazione alle competenze di cittadinanza. Lo stesso Don Bosco, d’altra parte, orientava la sua proposta educativa alla formazione di buoni cristiani e di onesti cittadini. La giornata in cui si festeggia la ricorrenza di Don Bosco (che liturgicamente ricorre il 31 gennaio) viene tradizionalmente rivolta a questo fine.

La mattinata di giovedì 28 gennaio è stata quest’anno dedicata alla riflessione sul fenomeno della migrazione: un tema che suscita nell’opinione pubblica vive e contrastanti reazioni, non sempre però accompagnate da un’adeguata conoscenza e informazione. Dopo le celebrazioni liturgiche in onore del santo, la mattinata ha visto inizialmente dividersi le classi del biennio e del triennio. Agli studenti più giovani è stato proposto un incontro con Islao Patriarca, della cooperativa “Verso Probo” che si occupa di accoglienza di profughi e di migranti, finalizzato a informare, con dati reali, su quantità e qualità, ragioni e prospettive del fenomeno migratorio. Gli studenti del triennio sono stati invece coinvolti in una tavola rotonda con il sindaco di Orta San Giulio, Giorgio Angeleri, città che ospita un centro di accoglienza per migranti, Alberto Infelise, caposervizio degli Interni del quotidiano La Stampa, e Claudio Berlini, direttore della cooperativa “Verso Probo”.

L’incontro è stato animato da numerose domande, concepite dagli stessi studenti. Il sindaco Angeleri ha spiegato come le naturali diffidenze tra cittadinanza e migranti siano state stemperate, nel tempo, dalla conoscenza diretta, che ha posto di fronte, al di là delle convinzioni ideali, esseri umani ad esseri umani. Alberto Infelise ha illustrato in che modo il fenomeno migratorio è recepito e comunicato all’opinione pubblica dai media, mentre Claudio Berlini ha illustrato l’attività di formazione che si propone nei centri di accoglienza, sfatando alcuni miti relativi a questi luoghi, percepiti a volte come luoghi di ozioso soggiorno. Gli studenti si sono interrogati sull’equilibrio tra doverosa accoglienza dei bisognosi, come non si stanca di ripetere papa Francesco, e necessaria tutela dei cittadini. Un equilibrio che non può essere frutto di prese di posizione astratte e ideologiche ma che deve scaturire dall’incontro personale, reale con i migranti e dalla riflessione su concrete prassi politiche di integrazione e di costruzione di una convivenza civile, nel reciproco rispetto. Successivamente gli studenti si sono riuniti a gruppi più piccoli per confrontarsi, coadiuvati da un’insegnante, e per restituire i pensieri e le impressioni suscitate dal dibattito. Al termine della mattinata è stata fatta sintesi del percorso e ogni classe ne ha tratto un personale sunto.

È emersa una più chiara consapevolezza della necessità di informarsi su un fenomeno tanto complesso e delicato, dal momento che riguarda la vita di uomini e donne, rifuggendo le opinioni facili e superficiali, nonché della necessità di integrare le politiche “emergenziali” di accoglienza con prospettive politiche di più ampio respiro temporale, che rispondano cioè a un’idea di futuro, a un progetto di società, e che orientino dunque i percorsi di necessaria accoglienza di oggi a politiche di concreta e fruttuosa integrazione domani.