Aime Marco, Pietropolli Charmet Gustavo

La fatica di diventare grandi, la scomparsa dei riti di passaggio

Einaudi 2014, € 12,00

Nella materia liquida di questo tempo che indebolisce ogni gerarchia, i conflitti tra le generazioni sembrano passati di moda. Genitori e figli si trovano vicini all’improvviso, tanto nei comportamenti quanto nel modo di guardare il mondo, in famiglie che, invece di essere allargate, sono “allungate”.

Al posto del classico rapporto di subalternità, compare cosi una condizione più complice e paritaria, che in alcuni casi si trasforma in vera e propria amicizia. Un fatto all’apparenza positivo, ma che nasconde una questione cruciale: non è sulla frattura condivisa tra giovani e adulti che si struttura l’identità? In questo libro Marco Aime e Gustavo Pietropolli Charmet affrontano la progressiva svalutazione di quei riti di passaggio, come la leva militare o il fidanzamento, che scandivano fino a ieri lo sviluppo del nostro ruolo sociale, e le sue conseguenze. Perché, se l’autorità dei genitori tende all’estinzione, la scuola perde d’importanza e l’ingresso nel mondo del lavoro pare sempre più un miraggio, quando arriva il momento delle responsabilità?

Un antropologo, Marco Aime, e uno psicoterapeuta che da molti anni si occupa di disagio giovanile, Gustavo Pietropolli Charmet, scrivono un agile pamphlet dedicato alla fine del conflitto generazionale e dell’autorità paterna. Un tema che nell’ultimo periodo interessa con vigore crescente studiosi e intellettuali contemporanei e che riguarda non solo il ruolo del padre e del genitore contemporaneo, ma anche delle istituzioni gerarchiche, come la scuola, in rapporto con il variegato mondo dei giovani. In questo caso, l’approccio all’analisi del fenomeno non è di tipo psicologico o sociologico, ma prende le mosse da valutazioni di tipo antropologico, descrivendo i mutamenti che nel corso del tempo hanno subito i gruppi sociali, come i vecchi e i giovani, dalle società tribali e primitive all’uomo contemporaneo.

La prima parte del saggio, a cura di Marco Aime, è tutta dedicata all’antropologia e si concentra in particolare sui riti di passaggio, ovvero quelle fratture che avvengono nella vita di ciascuno e che determinano il passaggio da una fase all’altra dell’esistenza. Dalle società arcaiche a quella contemporanea, ogni gruppo sociale ha assistito alla creazione di questi riti, che possono essere il matrimonio o il servizio militare per l’uomo, la maternità per la donna, e che sono tutti caratterizzati da un momento di distacco dal gruppo di provenienza, un momento liminale di partecipazione al rito e infine un momento di riaggregazione in cui l’individuo entra a far parte di un nuovo gruppo sociale inaugurando una nuova fase della sua vita. Nel caso del matrimonio, ad esempio, il rito di passaggio determina il distacco dalla famiglia di origine e la riaggregazione in un nuovo nucleo familiare, con conseguente ingresso nell’età adulta.

I riti di passaggio sono il momento fondamentale per delineare i confini del gruppo di appartenenza: bambini, adolescenti, adulti, vecchi. Solo grazie alla formazione di questi confini e alla percezione del senso di appartenenza è possibile la rottura generazionale e il conflitto, cioè quei due momenti di emancipazione necessari e indispensabili per la formazione della personalità. È la fine dei riti di passaggio, dunque, la vera responsabile della perdita dell’autorità genitoriale e della confusione dei ruoli tipica della società contemporanea. La fine della leva obbligatoria, il disinteresse per il matrimonio cattolico, il ritardo cronico nella ricerca del lavoro e la conseguente prolungata dipendenza dalla famiglia, allungano e sfilacciano i confini generazionali, avvicinando i figli e i genitori, assopendo i conflitti, creando tra le generazioni un’inedita alleanza.

È lo psicologo e psicoterapeuta Pietropolli Charmet a portarci a conoscenza, nella seconda parte del volume, delle effettive conseguenze nella vita quotidiana del mutamento antropologico cui stiamo assistendo. I sogni dell’adolescente, le sue ambizioni, il suo stare nel mondo, i suoi legami con la famiglia, gli amici e la classe, vengono presi in esame nel dettaglio, attraverso una serie di esempi tangibili.

Un libro illuminante che fa il punto su una situazione complessa spesso incomprensibile, in cui sembra che i figli siano destinati a rimanere sotto l’ala protettrice della famiglia proprio nel momento in cui, paradossalmente, i genitori stanno perdendo la loro autorità.