Articoli

Dalla felicità-diritto alla felicità-dovere

«I ragazzi si aspettano sempre gioia dalla vita; non sanno che è la vita ad aspettarsi gioia da loro»
(Alessandro D’Avenia)

Il 72% dei giovani italiani si dichiara felice

Nonostante la crisi, il lavoro che non si trova o malpagato, le tante incertezze legate al futuro e un’ampia sfiducia nelle istituzioni, la maggioranza dei giovani italiani non considera questo il tempo del proprio scontento. È quanto emerge dall’indagine Rapporto giovani, effettuata a partire da un panel di 5000 giovani di età compresa tra i 19 e i 31 anni  e promossa dall’Istituto Giuseppe Continua a leggere

Da grande curioso a piccolo ateo?

Ma i preadolescenti credono in Dio? In un libro-inchiesta di Franco Garelli l’analisi del fenomeno della «non credenza» tra le nuove generazioni.

Parafrasando una vecchia pubblicità che affermava che il mondo non avrebbe senso senza la nutella potremmo affermare: «Che cosa sarebbe una celebrazione religiosa senza i preadolescenti?». Continua a leggere

Dal “Dio è morto” al “Dio a modo mio”

Dagli anni ’60 del secolo scorso la Chiesa è coinvolta nel vortice di un cambiamento epocale e assiste al crollo di tante sicurezze sulle quali erano cresciute intere generazioni.

C’era una volta Dio

La «favola» di Dio la conoscono tutti, ma forse non tutti sanno come si è evoluta man mano che gli uomini hanno giocato con lui. La prima volta che Dio fa parlare di sé lo troviamo in un giardino che lui si era costruito  in sei giorni per riposarsi poi il settimo, e ne aveva affidato la custodia a una coppia non ben identificata. Si sa soltanto che erano nudi e non si vergognavano. Comunque i due un giorno fecero un peccato di gola e tutto andò a monte e anche Dio se ne tornò a svernare nei suoi appartamenti dove già viveva da secoli e secoli. Poi cambiò residenza e si trasferì in Continua a leggere

Da libero a responsabile

Educare significa portare il soggetto ad assumersi la responsabilità di gestire le singole scelte e le relative conseguenze.

Ogni ragazzo che arriva a scuola, in qualunque età, ha maturato e a ha raggiunto un suo livello di libertà. E di qui deve partire l’intervento educativo senza dare spazio alle allusioni dei genitori quando vengono a dirci che i loro figli sono ancora un po’ immaturi. Immaturi rispetto a chi? C’è un metro per misurare la maturità di una persona a una certa età? Per i genitori i figli non Continua a leggere

Il bozzolo

«Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco. Continua a leggere

Dalla crisi-rifiuto alla crisi-opportunità

A scuola, all’oratorio, nel gruppo dei pari, in ogni agenzia educativa, l’educatore deve «far uscire» tutte le opportunità che le crisi offrono ai suoi ragazzi.

Una storia

Una ragazza andò dalla madre per lamentarsi della propria vita. Si sentiva sfiduciata; quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro, ed era stanca di lottare, tanto che credeva di darsi per vinta. La madre la portò in cucina, prese tre pentolini, li riempì d’acqua e la fece bollire. Poi mise una carota in uno, nell’altro un uovo e nell’ultimo dei chicchi di caffè. Continua a leggere

Don Bosco e Padre Puglisi

Di Nicola Filippone

Due esempi di educatori che hanno saputo parlare al cuore dei giovani e che hanno davvero molti punti in comune…

lI Beato padre Pino Puglisi e San Giovanni Bosco: due esempi di educatori che hanno saputo parlare al cuore dei giovani. Il 28 novembre 2015 si è tenuto un incontro con i ragazzi dell’Istituto don Bosco a Palermo per fare memoria del martire ucciso dalla mafia: il parallelo tra i due sacerdoti è emerso sia negli interventi del preside, professor Nicola Filippone, ideatore dell’iniziativa, che in quelli del giornalista Francesco Deliziosi, ex alunno e collaboratore a Brancaccio del Beato nonché autore della biografia “Pino Puglisi, il prete che fece tremare la mafia con un sorriso” (Rizzoli). Continua a leggere

Per una pedagogia consapevole

L’interrogativo è il cuore dell’intelligenza: fa scattare il cervello e lo tiene sotto pressione. La cosa è certa: una domanda al giorno e la stupidità è tolta di torno. Anche nell’arte di educare l’interrogativo ha un rilievo centrale. Il buon senso non basta, abbiamo bisogno di una pedagogia consapevole.

I bambini di oggi sono più intelligenti di quelli di ieri?

È una voce che circola un po’ ovunque: “I bambini di oggi sono più intelligenti di quelli di qualche tempo fa”. Sarà vero? Il fatto che quella sia la convinzione accettata dall’opinione pubblica non è prova di verità. È meglio ragionarci su. Continua a leggere

Dal pensare secondo gli uomini al pensare secondo Dio

Un saggio ha detto che il pavimento dell’inferno è lastricato con le buone intenzioni mai messe in atto o mal realizzate per mancanza di convinzione o di determinazione o di coerenza oppure per paura e pusillanimità.

I bravi credenti…

Pietro crede in Gesù? Perbacco! Riesce a dirgli che lui solo ha parole di vita eterna. Una affermazione a tutto tondo. Eppure la sua sequela è un continuo battagliare con Gesù perchè è un credere pieno di attese che non facilitano la fede. E quando Gesù dice che deve morire ecc. Pietro, scandalizzato, afferma che mai gli capiterà questo. E Gesù lo sgrida dicendo che pensa secondo gli uomini e non secondo Dio e lo invita ad andare dietro di lui, a seguirlo. Credere non autorizza a mettersi davanti. Credere è fidarsi a tal punto da andare dietro dovunque la guida ci porti anche, anzi soprattutto, quando non capiamo per niente il percorso e l’obiettivo del viaggio. Continua a leggere

Da 10 punti critici a 10 spunti utili

Un articolo per riflettere sugli errori più frequenti che i genitori e gli educatori potrebbero compiere nella formazione dei ragazzi, e dieci proposte positive.

Perché «educare è un’arte»? L’opera educativa di un genitore/educatore è tanto delicata quanto meravigliosa e implica un processo di apprendimento soggetto a errori. Pur volendo il meglio per i propri ragazzi, non sempre si fa il loro bene. Sappiamo che «nessuno nasce imparato» -almeno finora-, tanto meno i genitori e gli educatori, e saranno molti i tentativi falliti per fare dei propri Continua a leggere