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I 6 verbi della misericordia

Continuiamo a scavare in quella che è forse la più preziosa parabola di Cristo: la parabola del ‘Padre misericordioso’ (la si può leggere nel quindicesimo capitolo del Vangelo di san Luca).

In essa troviamo sei mosse (sei verbi) che ci fanno vedere in diretta che cosa significhi impostare l’educazione sulla misericordia.
Dopo aver presentato i primi due verbi (“Lo vide” e “Si commosse”) passiamo al terzo.

3. “Gli corse incontro”

Nel mondo orientale non era dignitoso per un anziano mettersi a correre. Eppure il padre non appena intravede il figlio, si alza e a passo veloce gli va incontro. È l’amore che gli fuoriesce e lo fa scattare. Anche questo è un punto centrale della misericordia. Continua a leggere

Tra tecnologia e gusto, non solo teoria

Qualche novità introdotta al LES (Liceo Economico Sociale) del Don Bosco a partire da quest’ anno 2016/17…

A partire dall’annata scolastica 2016/17 il Liceo Economico Sociale – LES – ha introdotto due nuovi laboratori di innovazione tecnologica e sociale e del gusto, allo scopo di far apprendere in maniera pratica alcune discipline, affinché la scuola non sia solo un luogo di studio teorico, ma una vera esperienza sul campo, avvincente ed entusiasmante. Continua a leggere

I sei verbi della misericordia

Di Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Parlare di misericordia è parlare di uno stile di vita che può rimodellare tutto, anche l’educazione. Basta, ad esempio, scavare in una delle parabole più ricche di Gesù, quella del Padre misericordioso (Lc 15,11-32), che noi erroneamente chiamiamo del “Figliol prodigo”, per esserne convinti. In essa troviamo infatti sei mosse (sei verbi) che possono benissimo costituire l’ossatura di un trattato pedagogico targato misericordia.

1. “Lo vide”

Il figlio è ancora lontano e il padre già lo vede. Ecco la prima mossa che i genitori patentati conoscono bene: i figli vanno visti, vanno guardati! Non c’è figlio che non ami essere oggetto di attenzione da parte di qualcuno. “Guarda, mamma, che bel disegno ho fatto!”. “Guarda, papà, come vado bene in bicicletta!”. “Guarda, nonna, la maglietta nuova!”. Continua a leggere

Più informatica, più laboratori, più lingue straniere

Entrano regime le sperimentazioni didattiche sia al Liceo Economico Sociale, sia al Liceo Classico.

Si sente spesso lamentare che la scuola non forma i giovani alle vere sfide che troveranno nel corso della loro vita, che istruisce in nozioni sterili, che non educa a diventare cittadini di questo tempo. Si sente spesso dire che la scuola deve rinnovarsi profondamente. Continua a leggere

Il decalogo del genitore

Primo: non urlare (salvo una volta alla settimana).
Secondo: non strafare (la mamma troppo valente fa la figlia buona a niente).
Terzo: ricordati di amare (la nostra influenza arriva fin dove arriva il nostro amore).
Quarto: fa’ il bene prima di parlarne (nell’educazione sono vietate le recite).
Quinto: impara a parlare (le armi possono vincere, le parole convincere).
Sesto: ricordati di essere ciò che vuoi trasmettere (la parola è suono, l’esempio è tuono).
Settimo: non desiderare d’esser perfetto (l’acqua troppo chiara non ha ranocchi; zoccolo troppo levigato scivola sul bagnato; anche le scimmie cadono dagli alberi).

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In famiglia non si getta mai la spugna

di Elena Buia Rutt

È notte e allora scrivo: i nostri quattro bambini si sono appena addormentati nei loro letti; le magliette con le macchie di sugo, cioccolato e fango riposano invece in candeggina. Mio marito, dopo averli fatti capitolare con minacce, promesse e l’ennesima lettura dell’Isola del Tesoro, corregge i compiti dei suoi studenti, su una sedia che scricchiola ogni volta che cerca una posizione più comoda. Ma non c’è niente di comodo in famiglia: né sedie, né letti, né relazioni.

La famiglia piacevole, pacifica e armoniosa è una trovata pubblicitaria, un’etichetta devota o una sovrastruttura ideologica, cavalcata da quei suoi detrattori, che la dipingono come un rifugio meschino e claustrofobico. Eppure, la famiglia è un ambiente ampio e convulso, che richiede risorse ed energia, che abbisogna di passione e pazienza: che richiama una vita a dispiegarsi con pienezza. In famiglia, la parola “distacco” è bandita, i legami sono ravvicinati: si è tutti coinvolti in un groviglio di relazioni, a cui è impossibile sottrarsi e che bisogna, volenti o nolenti, affrontare.

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Don Bosco Borgomanero, News, Tempo per leggere, Adolescenti maneggiare con cura

Maneggiare con cura

Vittore Mariani

Adolescenti – maneggiare con cura, Manuale per educare in famiglia

Ancora 2012, €12.50.

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Genitori vs prof

ovvero e per esteso: “oltre le serate sui materassi. Il rapporto fra genitori e prof”

Ricompare di tanto in tanto, sul web o sulla stampa, una vignetta che spiega in modo immediato ed efficace quanto siano cambiati i rapporti tra genitori e insegnanti nell’arco di pochi decenni. Ve ne ripropongo una versione:

Mestiere socialmente molto considerato un tempo, oggi bersaglio di potenziali critiche da ogni dove (studenti, genitori, politici), quella dell’insegnante è una professione tanto delicata e strategica quanto bistrattata. I docenti sono sottopagati, si afferma da un canto, ma poi dall’altro si ricorda quante poche ore al giorno lavorino, per non parlare di tutti quegli imbarazzanti mesi di ferie (su questi argomenti, tuttavia, non interpellate mia moglie, tanto non le credereste mai). La qualità della scuola è la garanzia del nostro futuro, proclamano i politici, e per questo decidono che la scuola sarà il primo settore in cui operare i loro lungimiranti tagli alla spesa. E via di questo passo.

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La fatica di diventare grandi

Aime Marco, Pietropolli Charmet Gustavo

La fatica di diventare grandi, la scomparsa dei riti di passaggio

Einaudi 2014, € 12,00

Nella materia liquida di questo tempo che indebolisce ogni gerarchia, i conflitti tra le generazioni sembrano passati di moda. Genitori e figli si trovano vicini all’improvviso, tanto nei comportamenti quanto nel modo di guardare il mondo, in famiglie che, invece di essere allargate, sono “allungate”. Continua a leggere