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Dalla noia del dipendere alla gioia del condividere

Dal ricevere tutto, nell’infanzia, al dare nel modo più gratuito, nell’età adulta.

Qual è il compito dell’educatore per favorire questo passaggio?

h, sì! Povero cucciolo umano! In natura nessun altro animale impiega tanto a guadagnarsi la sua indipendenza. Forse non la raggiunge mai definitivamente: la voglia di cordone ombelicale è intricante da una parte e dall’altra. Continua a leggere

I 6 verbi della misericordia

Continuiamo a scavare in quella che è forse la più preziosa parabola di Cristo: la parabola del ‘Padre misericordioso’ (la si può leggere nel quindicesimo capitolo del Vangelo di san Luca).

In essa troviamo sei mosse (sei verbi) che ci fanno vedere in diretta che cosa significhi impostare l’educazione sulla misericordia.
Dopo aver presentato i primi due verbi (“Lo vide” e “Si commosse”) passiamo al terzo.

3. “Gli corse incontro”

Nel mondo orientale non era dignitoso per un anziano mettersi a correre. Eppure il padre non appena intravede il figlio, si alza e a passo veloce gli va incontro. È l’amore che gli fuoriesce e lo fa scattare. Anche questo è un punto centrale della misericordia. Continua a leggere

Cosa devo fare per essere felice?

Gli insegnanti hanno tanti motivi per essere demotivati, depressi e scettici nello svolgere il loro “mestiere”, ma se si ricordano che l’educazione è una “missione” allora si attivano sia singolarmente sia come comunità educante per costruire futuro con i propri ragazzi.

Nei Vangeli quel giovane famoso pone a Gesù questa domanda: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Un bravo ragazzo, certo. Quasi si scandalizza quando Gesù gli dice di osservare i comandamenti: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»! Però sentiva la monotonia del vivere bene ma senza quel qualcosa che rendeva la vita piena, felice Continua a leggere

NOVEMBRE: 1° pagellino!

Cari genitori,

ieri abbiamo celebrato l’eucaristia con tutta la scuola per ringraziare tutte le persone che ci hanno preceduto e che hanno reso possibile quello che noi siamo oggi: grazie ai Salesiani che da più di 100 anni hanno tenuto viva la nostra bella scuola, grazie a tanti benefattori che hanno contribuito e sostenuto nelle varie occasioni la fatica di una gestione così impegnativa. Grazie a quanti anche oggi sono presenti attivamente. Continua a leggere

Dalle paure e illusioni all’unica speranza

La scuola non può permettersi di non «ragionare di futuro» con i propri ragazzi, di ritenerli troppo piccoli e impreparati e di demandare alle famiglie. È profondamente pedagogico far incontrare i ragazzi con la morte, è la migliore occasione per meditare sulla vita.

In tutti i tempi della storia, fin dalle origini, gli uomini hanno dovuto confrontarsi con l’enigma senza risposta della morte e hanno tentato in tut¬ti i modi di superarlo o almeno di esorcizzarlo. Gli Egiziani sono ricorsi alla mummificazione per preservare il corpo dalla decomposizione, hanno compiuto riti, cerimonie, pratiche funerarie complicate e minuziose per assicurare al defunto una Continua a leggere

Chi trova un amico…

L’uscita dall’infanzia avviene quando si scopre l’altro come «altro da me» e con il quale posso allacciare una relazione se io mi dono a lui che si dona a me, in un rapporto di completa fiducia.

Ricordo di aver visto una volta un disegno che descriveva la crescita relazionale. Erano tre cerchi uguali. Ogni cerchio rappresentava la persona. Sotto il primo cerchio era scritto «infanzia» e il cerchio riceveva tante frecce tutte rivolte verso il centro. Il bambino sa solo ricevere, ha bisogno di tutto e di tutti ed è felice se tutti e tutto è a sua disposizione. Il bambino sa dire «io« e «mio». Il secondo cerchio era la l’«adolescenza». Adesso tante frecce ancora erano rivolte all’interno ma alcune cominciavano dall’interno ad uscire verso gli altri. È la fase dell’amicizia. L’altro non è più a Continua a leggere

I draghi possono essere sconfitti!

Di Marco Pappalardo

Si è parlato di quanto possa essere utile inserire tra le discipline qualcosa del tipo “Educazione al Web”…

La notizia della separazione di Brad Pitt e Angelina Jolie ha rubato in un attimo ampio spazio alle tristi vicende legate al cyberbullismo, al sexting, all’uso pericoloso dei social network. La colpa non è certo dei due famosi attori, visto che sarebbe accaduta comunque e a breve la caduta nell’oblio di queste storie dolorose; così funziona, o meglio, non funziona la comunicazione di massa. Continua a leggere

«Dove Dio piange», Gheddo si racconta

Piero Gheddo, Avvenire, 24 settembre 2016

Sono stato educato «nel tempo delle certezze» e vere crisi di fede non le ho mai avute, ma anch’io ho vissuto momenti di difficoltà, affrontato rischi e prove. In più occasioni ho visto da vicino la miseria più disumana, le atrocità delle guerre e delle violenze. Qualcuno mi ha chiesto: «Non ti è mai salito, da dentro, il grido “Dio, dove sei?” davanti a certi tragici spettacoli?».

Nel 1969 visito per la prima volta l’Uganda con Paolo VI. Sono ospite dei comboniani, che mi portano nel Karamoja, la regione che gli inglesi non hanno colonizzato, lasciandola nella condizione ancestrale, quasi un museo antropologico a cielo aperto. È un anno di siccità e la gente fa la fame. Nella «capitale» Moroto, un villaggio nato da pochi anni, nel vasto terreno cintato della missione sono ospitati mille o più Karimojong. Continua a leggere

Settembre: buon anno

Cari  genitori,

inizia un nuovo anno scolastico: tante attese, tante fatiche, tante consolazioni e, speriamo, poche o niente delusioni! Buon anno, allora, a tutti: ai ragazzi e alle ragazze, ai genitori e ai docenti.

Sento il bisogno di scrivervi, visti i molti cambiamenti che sono in atto, innanzitutto per presentarvi il nuovo Coordinatore Didattico, il Preside: il nostro professore GIOVANNI CAMPAGNOLI, un uomo di grande esperienza del mondo scolastico, uno che ama questa scuola dove lavora da circa 20 anni. Continua a leggere

Gesù, esempio di leader per eccellenza

Adenilton Turquette [Traduzione dal portoghese a cura di Roberta Sciamplicotti]

La leadership fa la differenza perché offre direzione…

Il tema della leadership ha ricevuto grande attenzione negli ultimi anni. La Chiesa del Signore Gesù ha urgente bisogno di leader irreprensibili con il cuore secondo il cuore di Dio stesso.

La leadership fa la differenza, e una grande differenza, perché offre direzione, modella il carattere e crea opportunità. Gli effetti della leadership iniziano alla nascita, ma non smettono di esistere con la morte. Continua a leggere