Articoli

Decalogo della bontà

  1. Essere buono è dimenticare se stessi per pensare agli altri.
  2. Essere buono è perdonare sempre, pensando che la debolezza umana è più grande della cattiveria.
  3. Essere buono è avere pietà della debolezza altrui, pensando che noi non siamo diversi dagli altri e che, nelle loro condizioni, forse saremmo stati peggiori.
  4. Essere buono è chiudere gli occhi davanti all’ingratitudine.
  5. Essere buono è dare anche quando non si riceve, sorridendo a chi non comprende o non apprezza la nostra generosità.
  6. Essere buono è sacrificarsi, aggiungendo al peso delle nostre pene di ogni giorno, quello delle pene altrui.
  7. Essere buono è tenere ben stretto il proprio cuore, per riuscire a soffocare le sofferenze e a sorridere costantemente.
  8. Essere buono vuol dire accettare il fatto poco simpatico che più doneremo, più ci sarà domandato.
  9. Essere buono è acconsentire a non avere più nulla riservato a noi stessi, tranne la gioia della coscienza pura.
  10. Essere buono è riconoscere con semplicità che davvero buono è solo Dio.

* attribuito a Papa Giovanni XXIII

Per una comunicazione efficace

Nel volume “La comunicazione vincente-itinerari per una cultura dell’incontro” suor Rosetta Calì, Figlia di Maria Ausiliatrice (FMA), trasmette tanta saggezza pedagogica sulle orme di don Bosco…

In modo semplice, fresco, accessibile a tutti, viene consegnato ai docenti e agli educatori un prezioso strumento, quasi un vademecum per una comunicazione efficace. Continua a leggere

Astronauti. Il cosmonauta Avdeev: «Nello spazio ho scoperto Dio»

Luigi Ferraiuolo – Avvenire, giovedì 27 luglio 2017

«Sempre di più noi cosmonauti abbiamo bisogno della teologia per spiegarci il cosmo». A colloquio col russo Sergej Vasil’evic Avdeev

«Credo ci sia qualcosa d’inspiegabile che governa tutte le cose. In sostanza penso che esista Dio! Sempre di più noi cosmonauti abbiamo bisogno della metafisica per capire ciò che accade nello spazio: quello che ci raccontano gli esperimenti che realizziamo in assenza di gravità. Noi scienziati, che andiamo ai limiti dell’universo e della vita, ricorriamo sempre più spesso a nozioni di Continua a leggere

Generazione 2.0. Chi sono, cosa vogliono, come dialogare con loro

Federico Capeci

Editore: Franco Angeli

Collana: La società

Anno edizione: 2016

Pagine: 160 p.

Svogliati, incompetenti, senza valori, senza mordente: così vengono spesso descritti i nostri giovani. E poi c’è il web: che li distrae, li impigrisce, li allontana dalla vita reale e annichilisce le loro relazioni. Questo libro la vede in modo diverso. Partendo da una ricca mole di dati, frutto di più di 15.000 interviste, l’autore propone una lettura del binomio giovani-web che, oltrepassando gli Continua a leggere

Le emozioni passano i sentimenti vanno coltivati

Non conosciamo più la gioia delle cose durevoli, frutto di lavoro. “Ogni relazione rimane unica: non si può imparare a voler bene”. Disconnettersi è solo un gioco. Farsi amici offline richiede impegno.

Amarsi e rimanere insieme tutta la vita. Un tempo, qualche generazione fa, non solo era possibile, ma era la norma. Oggi, invece, è diventato una rarità, una scelta invidiabile o folle, a seconda dei punti di vista. Zygmunt Bauman sull’argomento è tornato più volte (lo fa anche nel suo ultimo libro “Cose che abbiamo in comune”, pubblicato da Laterza). I suoi lavori sono ricchi di Continua a leggere

Maturandi, buona ribellione!

L’augurio non può che essere di essere come Will: ribelli nei confronti dei cinici cacciatori di talenti e appassionati amanti di ciò che veramente dà senso a una vita di essere vissuta…

In questo periodo in cui i maturandi affrontano il famoso esame che certificherà il loro ingresso nel mondo universitario o in quello del lavoro è utile trarre qualche spunto da un film che ha molto Continua a leggere

Quale bellezza salverà il mondo?

Abbiamo perso il baricentro dell’esistenza, soffocato tra le spire del superfluo. Stiamo cadendo. Quale bellezza ci terrà in piedi?

È questa la domanda spiazzante che Fedor Dostoevskij lancia nel suo libro L’idiota. È la domanda che sorge spontanea di fronte alla monotonia di un mondo globalizzato che ha perso ogni traccia di originalità. Un mondo in cui anche il bello è stato standardizzato, inquadrato, ingabbiato all’interno di precisi parametri. Un mondo che evita la profondità, relegato alla superficie. Un mondo distratto di fronte alla realtà, incapace di vivere il presente, proiettato a ciò che sarà. A tal punto annegato nella sua complessità da perdere di vista la semplicità. Continua a leggere

Elogio della lentezza

Forse se provassimo ad andare più lentamente, se ci guardassimo attorno senza fretta, si vedrebbero più cose, si capirebbero di più le persone…

Centro città. Auto in coda. Rallento per far passare un pedone. Il tizio dietro di me ha la mano sul clacson. Mi sorpassa suonando, recupera un posto nella “griglia di partenza”, ma il traffico (e anche lui) è sempre lì, statico. L’unica cosa lenta che vedo è il suo sguardo minaccioso, tagliente, tipico di chi ha fretta e vorrebbe avere le ali. Continua a leggere

Fine scuola: lettera di una prof.

del 22 giugno 2017

Abbiamo trovato sul web una lettera scritta da un’insegnante trentina ai suoi ragazzi di terza media: un piccolo dono, ma denso di affetto e di speranza…

La fine della scuola è un momento tanto atteso, quanto carico di un velo di malinconia. Continua a leggere

Cari adolescenti, semplicemente grazie

Sergio Di Benedetto

In queste settimane estive in parrocchia accade che migliaia di ragazzi trascorrano le loro giornate, dal mattino alla sera, prendendosi cura dei bambini, con gioia ed esuberanza. Non tutto andrà liscio, non tutti saranno all’altezza. Ma ci sono. E hanno «sete di fare» dentro le nostre comunità

Finisce la scuola e si aprono i cancelli di oratori e centri parrocchiali: è il tempo dell’oratorio feriale, o Grest, o campo estivo. Continua a leggere