Articoli

Il bozzolo

«Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco. Continua a leggere

Il moderno mondo degli affetti

(Ermete Tessore, Rivista Maria Ausiliatrice 2017,1)

Prepariamoci alla festa di don Bosco riflettendo, interessandoci del mondo giovanile e soprattutto amando i giovani semplicemente perché sono giovani!!!

Le moderne generazioni adolescenziali corrono il serio pericolo di avere non solo lo sguardo abbassato, ma anche il cuore inabilitato ad amare veramente. Ultimamente anche il mondo degli adulti, troppo tardi e lentamente, si sta sensibilizzando a riguardo di questo reale rischio. L’attuale dilagante “liquidità” del mondo giovanile comincia ad Continua a leggere

Da 10 punti critici a 10 spunti utili

Un articolo per riflettere sugli errori più frequenti che i genitori e gli educatori potrebbero compiere nella formazione dei ragazzi, e dieci proposte positive.

Perché «educare è un’arte»? L’opera educativa di un genitore/educatore è tanto delicata quanto meravigliosa e implica un processo di apprendimento soggetto a errori. Pur volendo il meglio per i propri ragazzi, non sempre si fa il loro bene. Sappiamo che «nessuno nasce imparato» -almeno finora-, tanto meno i genitori e gli educatori, e saranno molti i tentativi falliti per fare dei propri Continua a leggere

Come educare i ragazzi allo studio

Alcuni utili consigli per genitori, insegnanti, educatori…

Studiare non è naturale per tutti. Specialmente quando si è in tenera età.
Quindi, potrebbe essere necessario insegnare ai vostri figli le competenze organizzative per studiare e conservare le informazioni di cui avranno bisogno nella loro vita scolastica. Bisognerà educare i ragazzi allo studio ed a prepararsi per i test di studio che dovranno affrontare. Continua a leggere

I 6 verbi della misericordia

Ed eccoci all’ultimo verbo della più ricca parabola regalataci da Gesù: “Facciamo festa!”. ‘Festeggiare’: verbo sereno, verbo simpatico, ma anche verbo impegnativo. L’educatore che non ha la festa nel sangue non può avere la patente pedagogica, come il ferro non può essere di legno, né il quadrato rotondo. Festeggiare, verbo quanto mai serio: con la gioia non si scherza, con la gioia si vive!

6. «Facciamo festa!»

Il padre disse ai servi: “Presto, portategli il vestito più bello e fateglielo indossare, mettetegli l’anello al dito e i sandali ai piedi. Prendete il vitello grasso, mangiamo e facciamo festa!” (Lc 15, 22-23). Stupendo un simile padre! La voglia di festa gli dà la patente pedagogica a punti pieni. Vi è una ragione imbattibile che ci porta ad essere così sicuri: è perché (si noti!) l’educatore sereno Continua a leggere

Costruire la comunità educante

Formazione permanente, disponibilità a dubitare di se stessi, fiducia nelle energie positive dei giovani, ricerca di un comune linguaggio: per educare oggi occorre un luogo di incontro e di complementarietà tra le persone convocate a questa missne.

Chi è nato dopo l’epoca della contestazione, anni 60-70, non riesce a farsi un’idea della cultura precedente, che venne totalmente rivoluzionata e in circa 50 anni ha portato con ritmo vorticoso Continua a leggere

I 6 verbi della misericordia

Siamo, ormai, alla quarta mossa del Padre misericordioso che san Luca ci presenta nel quindicesimo capitolo del suo Vangelo. Dunque, il padre, dopo aver visto il figlio che sta ritornando a casa, ‘si commosse’, ‘gli corse incontro’ e ‘gli si gettò al collo’ (quarta mossa).

Anche questo gesto è una della tante facce della misericordia.
Anche da questa mossa abbiamo molto da imparare. Continua a leggere

I sei verbi della misericordia

(Leo Buscaglia, scrittore e pedagogista italo americano)

Nella ‘Parabola del Padre misericordioso’ ci sono sei verbi che fanno vedere in diretta lo stile della misericordia. Dopo aver presentato il primo (“Lo vide”), passiamo al secondo (“Si commosse”).

Non appena vede il figlio che sta ritornando a casa, il padre sente vibrare il cuore e si commuove.

Stupendo! Quando parliamo di commozione non solo siamo ad un punto centrale della misericordia, ma della stessa arte pedagogica. Una cosa è certissima: chi è freddo, insensibile, invernale, non può educare. Il cervello non basta, ci vuole cuore; la tecnica non è sufficiente, ci vuole pietà. Continua a leggere

Desidero ergo sum

Il desiderio è il motore, la forza che spinge alla ricerca della piena realizzazione di sé. E’ necessaria però una disciplina, un’educazione del desiderio per garantirne l’orientamento. E qui entra in gioco la professionalità dell’insegnante-educatore.

Un uomo che viveva in città decise di vendere una casetta che possedeva in campagna, ereditata dai genitori. Incontrò un amico giornalista e poeta per hobby e gli chiese di aiutarlo a scrivere un annuncio da inserire sul giornale e anche su Internet.  «Voglio vendere quella bicocca che ho in campagna, quella che conosci anche tu. Mi scrivi un buon annuncio?».  Continua a leggere

Autostima e dintorni

Accettarsi è il primo passo per costruire autostima. Allora i saprà apprezzare anche negli altri non ciò che si vede, ma il buono e la fatica del vivere.

Un educatore sa sottolineare il progresso dei propri alunni anche e soprattutto quando i miglioramenti non sono … insensibili!

La famiglia si accomodò a un tavolo del ristorante. La cameriera raccolse prima le ordinazioni degli adulti e poi si rivolse al piccolo di sette anni. “Tu che cosa prendi?” gli domandò. Il bambino si guardò intorno timidamente e disse: “Vorrei un panino con la salsiccia”. La cameriera non aveva ancora iniziato a scrivere, quando la madre del piccolo la fermò. “Macché panino”, disse, “gli porti una bistecca con carote e purè di patate”. La cameriera non le fece caso e chiese al ragazzino: “Come lo vuoi il panino, col ketchup o la senape?”. “Ketchup”. “Arrivo fra un minuto”, disse la cameriera, mentre ritornava in cucina. A tavola erano tutti ammutoliti per lo stupore. Alla fine il bambino fissò i presenti a uno a uno ed esclamò: “Ehi! Lei crede che io esisto davvero!”». (Bollettino Salesiano 4-2008). Continua a leggere