“…E quindi uscimmo a riveder le stelle” (Dante, Inf. XXXIV)

Van Gogh, le stelle, le domande dell’uomo di ogni tempo. Quando la conoscenza diventa apprendimento. Esperienze di didattica interdisciplinare alla Scuola Media.

L’anno scolastico sta per giungere al termine, anche se, tra ultime interrogazioni, tesine di terza media da correggere, corse per preparare al meglio i ragazzi per le prove, la strada sembra ancora lontana. Continua a leggere

Don Bosco Borgomanero, News

L’urna che lascia la… scia

Cari genitori e amici,

mi viene da pensare sempre più spesso quanto sia facile abituarsi praticamente a tutto. Abituarsi anche allo stupore: sembra impossibile, ma succede. Scrivo un brano lungo: se vi accingete a leggerlo, leggetelo tutto però! Al massimo, prima di dormire, può servire.

news-vita-da-prof-urna-borgomaneroÈ terminato un paio di mesi fa il pellegrinaggio dell’urna di don Bosco “in casa sua”, nelle diocesi del Piemonte e della Valle d’Aosta. Nell’occasione, l’evento “Don Bosco è Qui!” ha ricevuto il battesimo proprio a Borgomanero, consegnato dall’ispettoria veneta. Chissà a quanti di voi, dei vostri ragazzi, è capitato di poterlo incontrare e che cosa è rimasto ancora adesso nel cuore? Personalmente, mi è successo di “incrociare” l’urna più volte in più luoghi, e alcuni sentimenti e pensieri hanno preso una certa consistenza: vorrei condividerli ancora una volta. Mi piace pensarli sulla scia lasciata dall’urna, una scia luminosa. Ed inizierei dalla fine…

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Don Bosco Borgomanero, News

Una bella sorpresa

Leggendo articoli allarmanti sugli scarsi interessi dei nostri ragazzi, mi trovo ad affrontare le scelte didattiche con una certa preoccupazione.

Come la maggior parte degli adulti, anche io sono sempre pronta a colpevolizzare la società odierna in quanto degrado dell’approccio alla cultura dei giovani, che reagiscono solo se bombardati dalla multimedialità. Di fronte a tale sconfortante quadretto, cerco tuttavia di impostare la mia didattica nel tentativo di suscitare qualche sussulto di emozione di fronte ad un quadro di Pollock (l’alunno solitamente reagisce con “questo lo saprei fare anche io”).

Allora mi pongo la domanda: “Cosa piace ai giovani?”. Facebook (pardonne moi, è già superato da whatsapp!), telefonini, bei vestiti? Non sono così certa che la situazione sia davvero questa!

Inizia così il mio esperimento: propongo ai ragazzi di terza media il film “Charlot”, pellicola del 1992 che racconta la storia di un incredibile artista, Charlie Chaplin, che ha dato vita a numerosi personaggi in un periodo fondamentale dal punto di vista storico.

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Don Bosco Borgomanero, News

La luce del mondo

“Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre”. (Vangelo di Giovanni 8,12)

Questo week end sono stata al Duomo di Monreale e sento il bisogno di condividere il senso di stupore e di meraviglia, che ho provato ammirando uno straordinario capolavoro che riesce a fondere culture diverse in un’unica opera, la cultura islamica, l’architettura normanna e le decorazioni ad opera di maestranze bizantine. L’edificazione è iniziata nel 1072 grazie a Guglielmo II e termina nel 1185 anche se vi sono alcuni elementi di epoche successive.

Il Duomo sorge sull’altura di Monreale, a 20 minuti di macchina dal centro di Palermo: percorrendo la strada che porta al piccolo centro, si scorgono le tre absidi della chiesa che mostrano un intreccio di archi ogivali in cui si riesce già ad ammirare la cromia dei paramenti murari, il tufo lavico grigio-nero di origine vulcanica, il cotto e il fondo calcareo bruno-dorato.

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Genitori vs prof

ovvero e per esteso: “oltre le serate sui materassi. Il rapporto fra genitori e prof”

Ricompare di tanto in tanto, sul web o sulla stampa, una vignetta che spiega in modo immediato ed efficace quanto siano cambiati i rapporti tra genitori e insegnanti nell’arco di pochi decenni. Ve ne ripropongo una versione:

Mestiere socialmente molto considerato un tempo, oggi bersaglio di potenziali critiche da ogni dove (studenti, genitori, politici), quella dell’insegnante è una professione tanto delicata e strategica quanto bistrattata. I docenti sono sottopagati, si afferma da un canto, ma poi dall’altro si ricorda quante poche ore al giorno lavorino, per non parlare di tutti quegli imbarazzanti mesi di ferie (su questi argomenti, tuttavia, non interpellate mia moglie, tanto non le credereste mai). La qualità della scuola è la garanzia del nostro futuro, proclamano i politici, e per questo decidono che la scuola sarà il primo settore in cui operare i loro lungimiranti tagli alla spesa. E via di questo passo.

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Don Bosco Borgomanero, News

Let’s Give Thanks!

E se ci fermassimo a pensare a quanto siamo fortunati?

Felice giorno del Ringraziamento a tutti! Godiamoci insieme una breve storia delle origini di questa festività statunitense e le immagini succulente del tipico pranzo di questo giorno speciale.

THANKSGIVING-FINAL

Don Bosco Borgomanero, News

Invito alla lettura

Proporre ed invitare alla lettura è, oggi, una sfida, ma anche risorsa e possibilità.

Tale sfida matura all’interno di tre diverse dimensioni, ciascuna delle quali si pone semplici interrogativi.


La prima dimensione è antropologica: ha senso leggere?

Leggere aiuta a chiarire i nostri sentimenti.
Quando la descrizione dettagliata di sintomatici istinti, attribuiti a donne ed uomini che noi non siamo, vengono, infine, concettualizzati in una ‘diagnosi’, cioè un nome, noi conosciamo quel sentimento, solo allora ce ne possiamo prendere cura, solo allora sappiamo chi siamo.
Non sono i sentimenti ad essere negativi o positivi in sé, ma solo le azioni che da tali sentimenti scaturiranno.

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Don Bosco Borgomanero, News

La mappa del tesoro

… ovvero improvvisazione e programmazione

Ottobre: è giunto per noi insegnanti il tempo delle fatidiche “programmazioni”. Intendiamoci: non è che nelle prime settimane di scuola non si sapesse che fare e non è che soltanto a ottobre ci ingegniamo sul percorso scolastico che ci attende, ma è questo il periodo in cui ci tocca sbrigare una di quelle caratteristiche faccende burocratiche che risultano noiose e quasi prive di senso, se affrontate in un’ottica individualistica. Spesso le “programmazioni” sono moduli da riempire per un atto dovuto e non hanno una reale ricaduta sull’attività scolastica, per varie ragioni. Anzitutto, perché “programmare” bene è veramente difficile se non impossibile, per chi vuole agire in un’ottica non di contenuti ma di competenze, in relazione non a un percorso astratto ma a un concreto gruppo classe. E come si può sapere come i ragazzi risponderanno alle mie sollecitazioni tra un paio di mesi? Al di là, anzi, dello stesso impegno del docente, i ragazzi cambiano così rapidamente da soli…

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Don Bosco Borgomanero, News

Anche le prof hanno un marito

di Stefano

La prima difficoltà che ho dovuto affrontare per scrivere questo articolo, è stata quella di riuscire a trovare una penna o una matita, perché a casa di una “prof” ogni mezzo utile alla scrittura viene requisito, specie se di colore rosso; fateci caso, nella borsa della vostra insegnante è sempre presente un numero considerevole di penne di colore rosso (ma vi chiederà sempre quella nera per compilare il registro…) ovviamente indispensabili per la correzione di compiti e verifiche. In alcuni momenti dell’ anno scolastico pacchi di compiti in classe si accumulano impietosamente nelle nostre abitazioni, stipati in cartellette e borse, che vanno ad occupare ogni spazio libero di mobili, mensole e tavoli e che è assolutamente vietato spostare, pena l’ascolto integrale della lezione che sarà esposta il giorno seguente agli alunni. Ebbene si, a noi mariti tocca anche questo compito, ascoltare in anteprima inedite lezioni, rivisitate e modificate più e più volte sino all’infinito, alle quali bisogna stare più che attenti, poiché al termine dell’esposizione ci viene richiesto di sostituirci agli allievi, con tanto di interrogazione finale, fortunatamente senza valutazione.

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Don Bosco Borgomanero, News

E se abolissimo i compiti a casa?

Ho sempre avuto un rapporto complicato con i compiti.

Da ragazzo li percepivo, ovviamente, come una sorta di castigo e comunque una barriera tra me e il pallone, che mi aspettava fedele in cortile. Ricordo pochissimi lavori assegnati che mi avessero effettivamente coinvolto e appassionato; tra questi, una ricerca di geografia, ma si trattava di un compito facoltativo. Però avevo sfogliato i fogli protocollo, infilati l’uno nell’altro a mo’ di libro, della ricerca di un ragazzo più grande, con la bella copertina in cui campeggiava il disegno (rigorosamente ricalcato e colorato con i pastelli) della “Russia”, anzi, dell’URSS, e decisi che anch’io avrei realizzato la mia ricerca. Scelsi lo stesso argomento, non per riciclare il materiale, ma per autentica competizione. Dovevo accostare alla sua la “mia” ricerca e guadagnarmi, magari, anch’io settanta punti o di più con il mitico don Agostino, che ci insegnava Geografia (ma anche la disciplina) con la sua canna di bambù. Ed ero, all’epoca, in seminario… Mi misi così a sfogliare vecchi libri scolastici, ammassati in certi cassetti in fondo allo studio e lasciati (che idea geniale!) al libero sciacallaggio degli studenti. Ritagliare immagini, riflettere sui titoli, ricomporre discorsi, confrontare cartine e tabelle: che metodo spontaneo e disordinato per stimolare competenze fondamentali! Ma quel compito spicca nella mia memoria come un caso davvero unico.

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