Costruire la comunità educante

Formazione permanente, disponibilità a dubitare di se stessi, fiducia nelle energie positive dei giovani, ricerca di un comune linguaggio: per educare oggi occorre un luogo di incontro e di complementarietà tra le persone convocate a questa missne.

Chi è nato dopo l’epoca della contestazione, anni 60-70, non riesce a farsi un’idea della cultura precedente, che venne totalmente rivoluzionata e in circa 50 anni ha portato con ritmo vorticoso Continua a leggere

Da maschi e femmine a uomini e donne

Se non si fanno scelte giuste al momento opportuno, raggiungendo conoscenze non superficiali, guidati da adulti illuminati, si rischia di rimanere maschi o femmine senza raggiungere la pienezza umana.

«Maschi si nasce, uomini si muore», diceva un vecchio adagio. E mi sembra molto espressivo. A pensarci bene è vero: nessuno dice «è nato un uomo», ma è nato un maschio; nessuno dice «è morta una femmina» ma è morta una donna. Alla nascita si guarda subito i genitali per poter definire immediatamente quella «cosa» che è arrivata al Continua a leggere

Dalla noia del dipendere alla gioia del condividere

Dal ricevere tutto, nell’infanzia, al dare nel modo più gratuito, nell’età adulta.

Qual è il compito dell’educatore per favorire questo passaggio?

h, sì! Povero cucciolo umano! In natura nessun altro animale impiega tanto a guadagnarsi la sua indipendenza. Forse non la raggiunge mai definitivamente: la voglia di cordone ombelicale è intricante da una parte e dall’altra. Continua a leggere

Cosa devo fare per essere felice?

Gli insegnanti hanno tanti motivi per essere demotivati, depressi e scettici nello svolgere il loro “mestiere”, ma se si ricordano che l’educazione è una “missione” allora si attivano sia singolarmente sia come comunità educante per costruire futuro con i propri ragazzi.

Nei Vangeli quel giovane famoso pone a Gesù questa domanda: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Un bravo ragazzo, certo. Quasi si scandalizza quando Gesù gli dice di osservare i comandamenti: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»! Però sentiva la monotonia del vivere bene ma senza quel qualcosa che rendeva la vita piena, felice Continua a leggere

Dalle paure e illusioni all’unica speranza

La scuola non può permettersi di non «ragionare di futuro» con i propri ragazzi, di ritenerli troppo piccoli e impreparati e di demandare alle famiglie. È profondamente pedagogico far incontrare i ragazzi con la morte, è la migliore occasione per meditare sulla vita.

In tutti i tempi della storia, fin dalle origini, gli uomini hanno dovuto confrontarsi con l’enigma senza risposta della morte e hanno tentato in tut¬ti i modi di superarlo o almeno di esorcizzarlo. Gli Egiziani sono ricorsi alla mummificazione per preservare il corpo dalla decomposizione, hanno compiuto riti, cerimonie, pratiche funerarie complicate e minuziose per assicurare al defunto una Continua a leggere

Chi trova un amico…

L’uscita dall’infanzia avviene quando si scopre l’altro come «altro da me» e con il quale posso allacciare una relazione se io mi dono a lui che si dona a me, in un rapporto di completa fiducia.

Ricordo di aver visto una volta un disegno che descriveva la crescita relazionale. Erano tre cerchi uguali. Ogni cerchio rappresentava la persona. Sotto il primo cerchio era scritto «infanzia» e il cerchio riceveva tante frecce tutte rivolte verso il centro. Il bambino sa solo ricevere, ha bisogno di tutto e di tutti ed è felice se tutti e tutto è a sua disposizione. Il bambino sa dire «io« e «mio». Il secondo cerchio era la l’«adolescenza». Adesso tante frecce ancora erano rivolte all’interno ma alcune cominciavano dall’interno ad uscire verso gli altri. È la fase dell’amicizia. L’altro non è più a Continua a leggere

Desidero ergo sum

Il desiderio è il motore, la forza che spinge alla ricerca della piena realizzazione di sé. E’ necessaria però una disciplina, un’educazione del desiderio per garantirne l’orientamento. E qui entra in gioco la professionalità dell’insegnante-educatore.

Un uomo che viveva in città decise di vendere una casetta che possedeva in campagna, ereditata dai genitori. Incontrò un amico giornalista e poeta per hobby e gli chiese di aiutarlo a scrivere un annuncio da inserire sul giornale e anche su Internet.  «Voglio vendere quella bicocca che ho in campagna, quella che conosci anche tu. Mi scrivi un buon annuncio?».  Continua a leggere

Buon-umore fa buon-sangue

Chi è di buonumore, dicono gli studi, ha molti vantaggi: vive più a lungo e meglio, fa più carriera, guadagna di più. E mette di buon umore gli altri. È dovere morale dell’insegnante coltivare il buonumore.

L’altro giorno con tutta la scuola superiore di secondo grado siamo andati in pellegrinaggio ad un santuario per iniziare l’anno scolastico. Una giornata di sole splendida. Partecipazione dei ragazzi alla grande. Mi chiedo quanto abbia influito il fatto che era una giornata piacevole e sorridente. Continua a leggere

Autostima e dintorni

Accettarsi è il primo passo per costruire autostima. Allora i saprà apprezzare anche negli altri non ciò che si vede, ma il buono e la fatica del vivere.

Un educatore sa sottolineare il progresso dei propri alunni anche e soprattutto quando i miglioramenti non sono … insensibili!

La famiglia si accomodò a un tavolo del ristorante. La cameriera raccolse prima le ordinazioni degli adulti e poi si rivolse al piccolo di sette anni. “Tu che cosa prendi?” gli domandò. Il bambino si guardò intorno timidamente e disse: “Vorrei un panino con la salsiccia”. La cameriera non aveva ancora iniziato a scrivere, quando la madre del piccolo la fermò. “Macché panino”, disse, “gli porti una bistecca con carote e purè di patate”. La cameriera non le fece caso e chiese al ragazzino: “Come lo vuoi il panino, col ketchup o la senape?”. “Ketchup”. “Arrivo fra un minuto”, disse la cameriera, mentre ritornava in cucina. A tavola erano tutti ammutoliti per lo stupore. Alla fine il bambino fissò i presenti a uno a uno ed esclamò: “Ehi! Lei crede che io esisto davvero!”». (Bollettino Salesiano 4-2008). Continua a leggere

Niente regole? Niente educazione!

Da una settimana è ripresa la scuola e anche quest’anno don Giuliano si impegna con la rubrica IL LUNEDI’ PEDAGOGICO per aiutare i genitori che desiderano confrontarsi su temi educativi o con un suo articolo o con interventi utili sullo stesso tema.
Convinti di fare cosa utile, auguriamo a tutti un buon anno scolastico!

Parlare di regole può suscitare la sensazione di repulsione. Invece parliamo di regole che aiutano i ragazzi a scandire la loro vita in modo che diventi armonica, che no sia un vivere istintivo, ma risponda a un progetto che piano piano si delinea.

«Sono una mamma come tante. Una mamma che, quasi tutte le sere, vede i figli adolescenti uscire e non sa se li vedrà tornare. Regolarmente, dopo aver detto loro: “Ciao, non fate tardi, state attenti!…”, arriva il pensiero lancinante e sconvolgente: “Torneranno?”. Sì, magari per tornare, tornano. Ma come? Quando? A che ora? Con chi sono stati? E quello che guidava l’auto in che Continua a leggere