Autostima e dintorni

Accettarsi è il primo passo per costruire autostima. Allora i saprà apprezzare anche negli altri non ciò che si vede, ma il buono e la fatica del vivere.

Un educatore sa sottolineare il progresso dei propri alunni anche e soprattutto quando i miglioramenti non sono … insensibili!

La famiglia si accomodò a un tavolo del ristorante. La cameriera raccolse prima le ordinazioni degli adulti e poi si rivolse al piccolo di sette anni. “Tu che cosa prendi?” gli domandò. Il bambino si guardò intorno timidamente e disse: “Vorrei un panino con la salsiccia”. La cameriera non aveva ancora iniziato a scrivere, quando la madre del piccolo la fermò. “Macché panino”, disse, “gli porti una bistecca con carote e purè di patate”. La cameriera non le fece caso e chiese al ragazzino: “Come lo vuoi il panino, col ketchup o la senape?”. “Ketchup”. “Arrivo fra un minuto”, disse la cameriera, mentre ritornava in cucina. A tavola erano tutti ammutoliti per lo stupore. Alla fine il bambino fissò i presenti a uno a uno ed esclamò: “Ehi! Lei crede che io esisto davvero!”». (Bollettino Salesiano 4-2008). Continua a leggere

Niente regole? Niente educazione!

Da una settimana è ripresa la scuola e anche quest’anno don Giuliano si impegna con la rubrica IL LUNEDI’ PEDAGOGICO per aiutare i genitori che desiderano confrontarsi su temi educativi o con un suo articolo o con interventi utili sullo stesso tema.
Convinti di fare cosa utile, auguriamo a tutti un buon anno scolastico!

Parlare di regole può suscitare la sensazione di repulsione. Invece parliamo di regole che aiutano i ragazzi a scandire la loro vita in modo che diventi armonica, che no sia un vivere istintivo, ma risponda a un progetto che piano piano si delinea.

«Sono una mamma come tante. Una mamma che, quasi tutte le sere, vede i figli adolescenti uscire e non sa se li vedrà tornare. Regolarmente, dopo aver detto loro: “Ciao, non fate tardi, state attenti!…”, arriva il pensiero lancinante e sconvolgente: “Torneranno?”. Sì, magari per tornare, tornano. Ma come? Quando? A che ora? Con chi sono stati? E quello che guidava l’auto in che Continua a leggere

La noia di Narciso

La famiglia e la scuola sono lì per costruire insieme una «cultura dell’impegno», un modo di pensare che porta i più giovani a distinguere velocemente e intelligentemente ciò che è più importante da ciò che piace di più.

Forse abbiamo fatto l’abitudine alle notizie di cronaca di adolescenti che si tolgono la vita, a volte per motivi incomprensibili, e adolescenti che tolgono la vita a coetanei per altrettanto motivi incomprensibili o addirittura
futili ai nostri occhi di adulti. Nel maleodorante costume attuale, nello smarrimento di valori, nel disprezzo per la vita e l’esaltazione della violenza, la notizia ci trova non dico indifferenti ma siamo portati facilmente ad superarla per passare oltre, ad altre nefandezze. Continua a leggere

Da pollo ruspante ad aquila svettante

La scuola può essere la palestra di vita, il luogo dove non si consegnano solo nozioni, non si punta al voto, ma si fa esplorare la vita, la bellezza di salire sulla «cima» e godere il panorama neanche immaginato e respirare quell’aria che nessun tablet possiede.

Chi non conosce la storiella dell’aquilotto che si credeva un pollo? Era caduto dal nido e finito in un pollaio. E Continua a leggere

Dal dormiveglia alla libertà di sognare

La scuola deve dare ai ragazzi la possibilità e quindi la bellezza di guadagnarsi il risultato, il prodotto finale. Restituiamo ai ragazzi i sogni e facciamoli uscire da quel dormiveglia in cui si rifugiano, magari nel mondo virtuale senza desideri e senza spina dorsale.

«L’attendere è un’arte che, il nostro tempo impaziente, ha dimenticato. Il nostro tempo vorrebbe cogliere il frutto appena il germoglio è piantato; così, gli occhi avidi, sono ingannati in Continua a leggere

Da gregario a capo di se stesso

Occorre imparare presto ad agire pensando prima che cosa ci spinge a fare quella e non quell’altra scelta. Comportandoci da «indipendenti», costruiamo i nostri atteggiamenti e reagiamo alla vita che ci spinge a rifiutare comportamenti non adatti, anche quando potremmo rischiare di perdere l’approvazione del gruppo.

Il giornalista Massimo Gramellini, in un suo editoriale, citava ciò che Steve Jobs diceva di sé: «Il mondo si dimenticherà di me, le mie invenzioni non mi sopravvivranno». Noi sappiamo che aveva torto a sottostimarsi. Continua a leggere

Dal principio del piacere a quello della realtà

Nelle varie fasi della scolarità gli insegnanti hanno il compito di affiancare le famiglie nello sforzo immane di consegnare ai ragazzi la capacità di giudizio per aumentare la responsabilità nella scelta, renderli forti per leggere la realtà e farla prevalere su un piacere istintuale e capriccioso

Tutti abbiamo assistito, chissà quante volte, a scenette isteriche di bambini che urlano e piangono disperati, battono i pugni e si buttano per terra perché la mamma non compra loro l’ennesimo giochino che vogliono a tutti i costi. È tipico dei bambini quando non vengono accontentati nelle loro richieste. Un genitore degno di questo titolo sa come comportarsi, sa che non deve Continua a leggere

Dal cuore di pietra al cuore di carne

Per purificare il cuore “dalle impurità e dagli idoli” è necessario un intervento drastico, una asportazione e una sostituzione: “Vi darò un cuore nuovo… metterò dentro di voi il mio Spirito e farò in modo che camminerete secondo le mie leggi…” (Ez 36,26s).

Nel capitolo 36 del libro di Ezechiele il Signore si rivolge al popolo così: «Io vi farò uscire dalle nazioni, vi radunerò da tutti i paesi, e vi ricondurrò nel vostro paese; vi aspergerò d’acqua pura e sarete puri; io vi purificherò di tutte le vostre impurità e di tutti i vostri idoli. Vi darò un cuore nuovo e metterò dentro di voi uno spirito nuovo; toglierò dal vostro corpo il cuore di pietra, e vi darò Continua a leggere

Dall’individualismo alla relazione

Come aiutare i ragazzi nella scuola a superare l’individualismo incontrollato per costruire relazioni sane che danno «sapore» alla vita?

A dire degli esperti mai come oggi si gode di tante libertà nel vivere le relazioni sociali, nell’esprimere le proprie emozioni e i propri sentimenti. La sessualità, l’intimità, gli affetti sono liberamente espressi senza riprovazioni da parte della società. Tutti si sentono autorizzati a discutere con genitori, insegnanti, superiori di qualsiasi ordine e grado, fino alla contestazione, senza essere per Continua a leggere

Un incontro che ti cambia la vita

E’ possibile educare alla fede? Ma se la fede è un dono, che cosa possiamo fare noi educatori? Innanzi tutto, per educare alla fede occorre che gli educatori abbiano fede.  Ec’è fede solo quando  si è veramente incontrato Gesù.

Quasi sempre la Pasqua la si celebra nel mese di aprile e per noi cristiani è il momento culmine dell’anno liturgico perché quel Dio che si è incarnato e si è fatto come noi viene innalzato sulla croce perché tutti abbiano la vita e Continua a leggere