L’ARTE DI EDUCARE: 1.Seminare

L’ARTE DI EDUCARE: 1. Seminare

Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Sono tredici le mosse che illustreremo di seguito nei prossimi lunedì.

Eccole in sintesi: 1.Seminare 2.Tifare 3.Aspettare 4.Amare 5.Parlare 6.Risplendere 7.Castigare 8.Ascoltare 9.Guardare il figlio 10.Saper dire ‘no’! 11.Far faticare 12.Fare festa 13.Lasciare un buon ricordo.

SEMINARE È LA MOSSA BASE DELL’ARTE DI EDUCARE

Educare, infatti, è una lunga pazienza: oggi si getta un seme…domani si raccoglierà.

Hanno trovato in Egitto chicchi di grano risalenti ai tempi dei faraoni; qualcuno li ha seminati: dopo pochi mesi ondeggiavano spighe ripiene di ottimo frumento!  Continua a leggere

Le tredici mosse dell’arte di educare

Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Prima di affrontare le tredici mosse, passiamo in rassegna alcune “astuzie pedagogiche” che ci introducono all’arte di educare:

la strategia dell’indifferenza;

la strategia del metodo indiretto;

la strategia della chiacchierata informale;

la strategia della reazione morbida;

la strategia dei ‘tempi morti’.

Strategie pedagogiche

L’arte di educare conosce alcune strategie, alcune ‘astuzie’ pedagogiche sagge e valide secondo il nostro stile che non ama i gargarismi, ecco subito qualche esempio. Continua a leggere

Dal cervello al cuore

L’evangelista Luca racconta l’episodio di Gesù dodicenne che si perde a Gerusalemme e i genitori tornano indietro a cercarlo e dopo tre giorni finalmente lo trovano tra i dottori del tempio (Lc 2). L’episodio finisce con questa frase: «Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore».

Com’è il cuore di una donna?

Spesso si sdottoreggia sul cervello delle donne. Ce l’hanno? È più piccolo di quello dei maschi? Ce n’è tanto o poco? Ecc. Però non ci si interroga mai sul cuore delle donne. Quando si dice che Continua a leggere

Dalla felicità-diritto alla felicità-dovere

«I ragazzi si aspettano sempre gioia dalla vita; non sanno che è la vita ad aspettarsi gioia da loro»
(Alessandro D’Avenia)

Il 72% dei giovani italiani si dichiara felice

Nonostante la crisi, il lavoro che non si trova o malpagato, le tante incertezze legate al futuro e un’ampia sfiducia nelle istituzioni, la maggioranza dei giovani italiani non considera questo il tempo del proprio scontento. È quanto emerge dall’indagine Rapporto giovani, effettuata a partire da un panel di 5000 giovani di età compresa tra i 19 e i 31 anni  e promossa dall’Istituto Giuseppe Continua a leggere

Da grande curioso a piccolo ateo?

Ma i preadolescenti credono in Dio? In un libro-inchiesta di Franco Garelli l’analisi del fenomeno della «non credenza» tra le nuove generazioni.

Parafrasando una vecchia pubblicità che affermava che il mondo non avrebbe senso senza la nutella potremmo affermare: «Che cosa sarebbe una celebrazione religiosa senza i preadolescenti?». Continua a leggere

Dal “Dio è morto” al “Dio a modo mio”

Dagli anni ’60 del secolo scorso la Chiesa è coinvolta nel vortice di un cambiamento epocale e assiste al crollo di tante sicurezze sulle quali erano cresciute intere generazioni.

C’era una volta Dio

La «favola» di Dio la conoscono tutti, ma forse non tutti sanno come si è evoluta man mano che gli uomini hanno giocato con lui. La prima volta che Dio fa parlare di sé lo troviamo in un giardino che lui si era costruito  in sei giorni per riposarsi poi il settimo, e ne aveva affidato la custodia a una coppia non ben identificata. Si sa soltanto che erano nudi e non si vergognavano. Comunque i due un giorno fecero un peccato di gola e tutto andò a monte e anche Dio se ne tornò a svernare nei suoi appartamenti dove già viveva da secoli e secoli. Poi cambiò residenza e si trasferì in Continua a leggere

Da libero a responsabile

Educare significa portare il soggetto ad assumersi la responsabilità di gestire le singole scelte e le relative conseguenze.

Ogni ragazzo che arriva a scuola, in qualunque età, ha maturato e a ha raggiunto un suo livello di libertà. E di qui deve partire l’intervento educativo senza dare spazio alle allusioni dei genitori quando vengono a dirci che i loro figli sono ancora un po’ immaturi. Immaturi rispetto a chi? C’è un metro per misurare la maturità di una persona a una certa età? Per i genitori i figli non Continua a leggere

Dalla crisi-rifiuto alla crisi-opportunità

A scuola, all’oratorio, nel gruppo dei pari, in ogni agenzia educativa, l’educatore deve «far uscire» tutte le opportunità che le crisi offrono ai suoi ragazzi.

Una storia

Una ragazza andò dalla madre per lamentarsi della propria vita. Si sentiva sfiduciata; quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro, ed era stanca di lottare, tanto che credeva di darsi per vinta. La madre la portò in cucina, prese tre pentolini, li riempì d’acqua e la fece bollire. Poi mise una carota in uno, nell’altro un uovo e nell’ultimo dei chicchi di caffè. Continua a leggere

Dal pensare secondo gli uomini al pensare secondo Dio

Un saggio ha detto che il pavimento dell’inferno è lastricato con le buone intenzioni mai messe in atto o mal realizzate per mancanza di convinzione o di determinazione o di coerenza oppure per paura e pusillanimità.

I bravi credenti…

Pietro crede in Gesù? Perbacco! Riesce a dirgli che lui solo ha parole di vita eterna. Una affermazione a tutto tondo. Eppure la sua sequela è un continuo battagliare con Gesù perchè è un credere pieno di attese che non facilitano la fede. E quando Gesù dice che deve morire ecc. Pietro, scandalizzato, afferma che mai gli capiterà questo. E Gesù lo sgrida dicendo che pensa secondo gli uomini e non secondo Dio e lo invita ad andare dietro di lui, a seguirlo. Credere non autorizza a mettersi davanti. Credere è fidarsi a tal punto da andare dietro dovunque la guida ci porti anche, anzi soprattutto, quando non capiamo per niente il percorso e l’obiettivo del viaggio. Continua a leggere

Da 10 punti critici a 10 spunti utili

Un articolo per riflettere sugli errori più frequenti che i genitori e gli educatori potrebbero compiere nella formazione dei ragazzi, e dieci proposte positive.

Perché «educare è un’arte»? L’opera educativa di un genitore/educatore è tanto delicata quanto meravigliosa e implica un processo di apprendimento soggetto a errori. Pur volendo il meglio per i propri ragazzi, non sempre si fa il loro bene. Sappiamo che «nessuno nasce imparato» -almeno finora-, tanto meno i genitori e gli educatori, e saranno molti i tentativi falliti per fare dei propri Continua a leggere