E’ già da un po’ di tempo che la 1C, nell’ora di geografia e di geometria, stà realizzando ad un grande progetto: creare una pianta di tutta la scuola.

Per il progetto la classe ha dovuto dividersi in cinque isole da quattro/cinque persone, oltre ad un’isola da otto persone. Una di esse si è dedicata alla realizzazione del campo da basket; un’altra isola si è dedicata al campetto da calcio; un’altra ancora al campetto da tennis (quello che ora è in costruzione); un’altra al parcheggio e l’ultima al teatro.

La squadra da otto persone invece, ha fatto tutto il resto, quindi ha misurato tutti gli alberi, il muretto, la palestra… Alla fine gli alunni hanno dovuto congiungere tutte la parti e colorare il lavoro. Forse quest’ultima parte è quella che è durata di più, perchè abbiamo dovuto usare i colori più realistici possibile.

E’ venuto fuori un lavoro bellissimo che dovremo appendere nell’aula. Ci hanno messo oltre un mese e moltissimo impegno non solo gli alunni della 1C, ma soprattutto le professoresse Avezza, che ha organizzato tutto, ha lavorato in aula in ambito geografico e ha aiutato tutti gli alunni nel lavoro, e la professoressa  Mozetic, che ha aiutato a prendere tutte le misure della scuola per rendere possibile questo lavoro, in più ha insegnato ai ragazzi della 1C come misurare. Fortunatamente ora il lavoro è finito.

A mio parere, questo è stata un’ attività bellissima anche se molto lunga e difficile; spero di rifare un lavoro simile al più presto.

Ho scelto di fare un’intervista alla prof. Avezza per chiederle un parere sul progetto

“Penso che sia stato un ottimo lavoro interdisciplinare che ha usato tre materie: arte, geometria e geografia. E’ stato un progetto stimolante in cui quasi tutti sono stati partecipi e contenti di esserlo. Siamo stati i primi ad avere fatto un lavoro simile!

Anche se non tutti hanno collaborato o lavorato correttamente, altre persone sono state molto brave e si sono presi molta responsabilità, sono stati entusiasti e hanno fatto molte proposte.

Purtroppo sulla pianta ci sono alcuni errori, però la responsabilità non era tutta degli alunni ma perlopiù mia, perchè è stato un lavoro molto difficile e lungo. Comunque sono stata molto contenta”.  

E noi alunni con lei!