“Mi è sembrato di sentire degli spari: shooting shooting che sarebbe sparatoria, uno era riverso sulla pista ciclabile, l’altro invece era un po’ più distante senza la maglietta”.

Queste sono le parole di una testimone italiana presente a New York.

Il 31 ottobre è tornata la paura come successe alle Torri Gemelle nel 2001, infatti il luogo era proprio quello. 8 morti e 15 feriti; alcuni di nazionalità argentina, altri spagnola e una cittadina belga. I morti argentini erano andati a New York per festeggiare i 30 anni di laurea.

L’attentatore si è lanciato sulla folla con un camion talmente forte che ha lanciato le persone ad almeno 30 metri di distanza; dopo essere stato catturato il jihadista si è detto orgoglioso delle sue azioni e avrebbe voluto uccidere più persone.  

Nel pc dell’attentatore uzbeko Sayfullo Saipov è stato trovato materiale dello Stato Islamico. “L’attentatore voleva uccidere ancora”. Ricercato e poi localizzato Kadirov, possibile complice.

Il governatore Andrew Cuomo e il sindaco de Blasio si sono scagliati contro Trump: “I suoi tweet anti immigrati servono solo a dividerci”. Il presidente: “Attentatore un animale, lo spedirò a Guantanamo”. Poi invoca la pena di morte per lui.

Al volante di un pick-up ha falciato le sue vittime su una pista ciclabile. L’autista è entrato negli Stati Uniti nel marzo del 2010 con un visto del Diversity Immigrant Program, come confermato anche dal Dipartimento per la Sicurezza Nazionale. L’attentatore aveva noleggiato il mezzo un’ora prima dell’attentato e all’interno dell’abitacolo sono stati rinvenuti diversi coltelli. Ferito e catturato dalla polizia, è stato interrogato nel letto al Bellevue Hospital.

L’attentatore è in una cella per aver ucciso 8 persone umane e averne ferite altre 15.

Molti vorrebbero condannare a morte subito il 29enne uzbeko, ma nonostante tutto ci sono ancora persone che provano pietà per lui.

Resta il fatto che decine di persone hanno perso la propria vita in maniera assurda in preda alla follia giustificata da insensate idee religiose, che ben poco hanno in comune con le parole del Corano, il quale viene piegato ad un’ideologia di violenza e di morte.