Smartphone in classe? Ma siamo sicuri?

Smartphone in classe? Ma siamo sicuri?

Boutade della Ministra Fedeli per consolidare lo stato quel ricettacolo e digestore di ogni istanza educativa, formativa, medico sanitaria, assistenziale, emergenziale e tecnologica che è la scuola? Pare di NO!

Mi riferisco all’ipotesi di portare lo smartphone in classe come strumento didattico.

Da anni manifesto senza pudore una certa sensibilità al tema della tecnologia in classe, ma ritengo di dovermi porre in una condizione intellettuale capace di filtrare le istanze tecnologico/formative, analizzando i fenomeni di massa per quello che sono e con la dovuta razionalità e cautela. Ho l’impressione che i teorici dell’apprendimento abbiano trasceso il senso dello strumento a favore di un “Così fan tutti“… e facciamolo anche noi prof., trasformiamo lo smartphone in un feticcio alla moda, così, d’emblée, per guadagnarci una facile ventata di empatia con l’universo giovanile.

Ma, seriamente, cosa si immagina di far fare agli studenti con lo smartphone? Scannerizzare le verifiche oppure risolvere equazioni? Perché no, esistono App che fanno questo e molto altro, sono anche divertenti. In effetti, potrei far fotografare la frase di greco alla lavagna, forse far consultare mappe concettuali (… con un display da 10”, forse) oppure cercare parole nei vocabolari on-line. E se facessimo un bel gruppo whatsapp!

Una innegabile necessità educativa non si risolve necessariamente portando in classe l’oggetto che la genera.

Senza negare il mutamento che lo smartphone ha portato alla società tutta, un cambiamento sul piano antropologico – direbbe una mia studentessa di terza media -, credo che la migliore azione educativa che oggi la scuola possa promuovere sia l’inserimento di tecnologia utile nelle classi o niente.  Una noticina: pensiamo al Tablet, quell’oscuro oggetto del desiderio nell’immaginario collettivo sociale e didattico di qualche anno fa: è stato prima un blob e poi un flop!


Opinionisti, tecnologi, tecnocrati, burocrati e pedagoghi si sono scatenati. Di seguito una breve rassegna stampa sul tema.