Il lato oscuro

La celeberrima situazione cosmologica che StarWars rappresenta nella eterna lotta tra bene e male, trova una corrispondenza in Internet nel cosiddetto “lato oscuro del Web”.

Ma non facciamo riferimento alla palude della pornografia, quella che genera circa il 30% di tutto il traffico della “grande rete” (potremmo snocciolare numeri interessanti sul “PIG Data“), ma al Web più profondo, più deep e più dark, là dove imperversano armi, droga e le peggiori perversioni dell’umanità. Il paradosso? Che questo in spazio, ricettacolo di ogni reietto, troviamo delle luci: Edward Snowden e gli attivisti delle primavere arabe hanno usato il “lato oscuro” di internet per sfuggire a censura e controlli.

Fonte Il Sole 24 ore Tecnologia, di Enrico Marra, 14 dicembre 2016

Non molti sanno che il 90% delle pagine internet sono sospese in un limbo che non si può raggiungere con Google o con altri motori di ricerca.

È il territorio selvaggio e anonimo del “dark web” o quello chiuso del “deep web”, dove si possono nascondere attività criminali, come pedopornografia o traffico di armi e droga, ma anche le comunicazioni riservate (o le richieste di aiuto) dei dissidenti dei regimi autoritari.

Che cos’è il deep web. È quella parte di internet non indicizzata dai comuni motori di ricerca: ne fanno parte nuovi siti, pagine web a contenuto dinamico, web software, siti privati aziendali. Una parte del “deep web” è costituita dal “dark web”.

Che cos’è il dark web. Anch’esso è inaccessibile ai motori di ricerca perché appoggiato su reti sovrapposte a internet, chiamate genericamente “Darknet”: per riuscire a entrare sono necessari speciali software che nascondono gli indirizzi IP. È proprio l’anonimato ad attirare nel dark web criminali di vario tipo.

Come si accede. Per riuscire a entrare nel “lato oscuro” di internet sono necessari software speciali come Tor (The Onion Router), sistema di comunicazione anonima basato sulla seconda generazione del protocollo di rete di onion routing. Con Tor o altri strumenti simili è molto più difficile tracciare l’attività internet dell’utente: i dati infatti non transitano direttamente dal client al server, ma passano attraverso i server Tor che agiscono da router, costruendo un circuito virtuale crittografato a strati.

Cosa si trova. Una volta entrati nel dark web, si naviga tra i vari siti e forum più o meno segreti, di cui ovviamente bisogna conoscere gli indirizzi. Alcuni nascondono attività criminali, ma altri permettono di fornire informazioni importanti nel più perfetto anonimato. Oppure consentono a gruppi di dissidenti, in Paesi retti da regimi autoritari, di organizzarsi, comunicare tra loro. O semplicemente chiedere aiuto. Anche Edward Snowden e gli attivisti delle primavere arabe hanno usato il “lato oscuro” di internet per sfuggire a censura e controlli. Poi ci sono forum, siti di organizzazioni (almeno 50mila) a volte estremiste, oppure e-commerce illeciti come il famigerato Silk Road, oggi chiuso, dove si potevano acquistare droga, armi e documenti falsi. Il 30 maggio 2015 Ross Ulbricht, creatore di Silk Road sotto lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts, è stato condannato in primo grado al carcere a vita per associazione a delinquere, frode informatica, distribuzione di false identità, riciclaggio di denaro e traffico di droga su internet. Entrando nella storia dei cattivi del dark web.