Ha partecipato ai festeggiamenti per Don Bosco anche don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi.

«Riempite la vita di vita!», don Luigi Ciotti ha esortato con queste parole appassionate i giovani studenti del Don Bosco, mercoledì 1 febbraio. «Non chiudetevi in recinti – ha continuato don Ciotti – andate con coraggio e fede incontro agli altri, soprattutto a coloro che vivono ai margini, e troverete frammenti di Dio». Don Ciotti è stato invitato dall’istituto salesiano in occasione dei consueti festeggiamenti in onore di don Bosco quando, ogni anno, la scuola interrompe le sue lezioni ordinarie per offrire ai propri giovani un’occasione di formazione umana.

La giornata è stata inaugurata dalla Messa, celebrata da don Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace. Don Sacco ha invitato i ragazzi a non credere a chi predica la rassegnazione perché «chiunque può contribuire, con le sue forze, a trasformare il mondo», diventando costruttore di pace intorno a sé. Al termine della celebrazione è arrivato, direttamente da Bari, dov’era in visita, don Luigi Ciotti. Don Ciotti ha speso la sua esistenza sulla strada, al servizio degli emarginati, dai senzatetto ai tossicodipendenti. Prima a Torino, dove ha fondato nel 1965 il gruppo Abele, e poi in tutta Italia. Il gruppo Abele ha fortemente contribuito a scoperchiare l’intreccio criminoso di interessi economici attorno ai traffici di droga, facendosi promotore di nuove politiche per contrastare la tossicodipendenza e assistere le persone in difficoltà. Don Ciotti, negli anni, è stato per questo oggetto di pesanti intimidazioni e minacce da parte delle organizzazioni criminali, tanto che viaggia sempre accompagnato da una scorta di polizia e carabinieri. Nel 1995 don Ciotti ha fondato Libera, coordinamento di associazioni e rete di impegno contro le mafie che oggi riunisce oltre 1600 realtà italiane e straniere. Negli anni Libera è stata protagonista attiva del risveglio della coscienza civile, conservando la memoria delle vittime delle mafie, promuovendo progetti di riqualificazione sociale delle terre confiscate ai mafiosi, dove sono sorte cooperative di giovani che hanno prodotto lavoro “buono” e “pulito”, il vero e migliore antidoto contro il proliferare dell’illegalità. «Perché la legalità è un mezzo per arrivare al vero fine: dare giustizia», ha spiegato don Ciotti: «e dare giustizia significa rendere liberi».

Don Ciotti ha dialogato con gli studenti, protagonisti della mattinata, rievocando la sua esperienza, sottolineando che ogni bene nasce dalla curiosità e dalla voglia di scoprire chi si ha davanti, senza cedere alla paura, per costruire insieme («perché il bene si costruisce insieme») una società che sia giusta, accogliente, libera per tutti.

Nei prossimi giorni don Ciotti sarà a Berlino per l’incontro con i giovani di Libera di tutta Europa. I festeggiamenti per don Bosco si sono conclusi, in mattinata, con un momento di festa e di tornei sportivi per tutti i ragazzi. Educare a diventare «buoni cristiani e onesti cittadini», secondo le parole di don Bosco: un obiettivo formativo alto, che da sempre negli istituti salesiani si coniuga agli obiettivi didattici tradizionali, di istruzione disciplinare. Anche al Don Bosco di Borgomanero.