Chi è di buonumore, dicono gli studi, ha molti vantaggi: vive più a lungo e meglio, fa più carriera, guadagna di più. E mette di buon umore gli altri. È dovere morale dell’insegnante coltivare il buonumore.

L’altro giorno con tutta la scuola superiore di secondo grado siamo andati in pellegrinaggio ad un santuario per iniziare l’anno scolastico. Una giornata di sole splendida. Partecipazione dei ragazzi alla grande. Mi chiedo quanto abbia influito il fatto che era una giornata piacevole e sorridente.

Oggi, lunedì, piove. Come sarà il rientro a scuola e l’inizio della settimana? Perché è dimostrato che la luce aiuta il buonumore. Quando la luce colpisce la retina dell’occhio il nervo ottico trasmette l’informazione al cervello. Il segnale, passando dall’ipotalamo arriva all’epifesi. Se c’è luce, l’epifesi blocca la secrezione di melatonina, un ormone che, quando è nel sangue e nel sistema nervoso, induce il sonno nell’organismo. La melatonina, al buio, aumenta e mette a «riposo» gli organi. D’inverno, soprattutto al nord, la luce del giorno non basta a bloccare la melatonina che, in alcuni, può causare malumore.

Buonumore ed emozione

L’umore è uno stato d’animo e non è da confondere con l’emozione nonostante coinvolgano tutti e due i sentimenti. La differenza più ovvia è che le emozioni durano meno dell’umore, vanno e vengono nel giro di minuti, a volte anche di secondi. L’emozione può essere violenta a differenza dell’umore che è più blando. Ma nonostante questo l’umore influisce sulla percezione e sul comportamento perché riduce le nostre alternative, distorce il nostro modo di pensare e rende difficile controllare le reazioni. Se l’umore è irritabile,…

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