Cellulari, smartphone, SMS, Facebook: oggi i luoghi in cui incontrare i ragazzi  si sono molteplici. I Sicial Network sono la nuova “piazza”. E gli educatori devono andare incontro ai giovani li dove loro abitano e li attendono.

Sono in treno e dormicchio con un libro in mano. Ad una stazione sale una ragazza in odore di università. Tira fuori le dispense e poi una serie di strumenti quali tre cellulari e qualche evidenziatore. Ovviamente gli auricolari sempre incorporati. A manovre finite inizia la lettura del testo evidenziando qualche parola ogni tanto e contemporaneamente regolando la musica, sbirciando su un cellulare eventuali contatti, digitando in maniera vorticosa un sms su un altro. Nulla la distrae nella sua comunicazione continua. E io passo una mezz’ora deliziosa ad osservarla godendomi questa immagine di «uomo nuovo», il «nativo digitale»! Ma io educatore come comunico?

Prof. via da facebook?
Lo psichiatra e psicoterapeuta Gustavo Pietropolli Charmet ritiene che sia legittimo, dal punto di vista educativo, che i docenti sfruttino tutti i canali a loro disposizione per entrare in contatto con gli allievi. Il problema piuttosto è su quali temi si svolge questo dialogo. Facebook rappresenta un’opportunità da sfruttare senza timore per alimentare il confronto su temi scolastici e d’apprendimento, nei quali il ruolo del professore esce rafforzato e non sminuito anche perché esercita una specie di controllo sull’apprendimento e non sulle emozioni dell’alunno. Certo è…

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