L’essere umano è sempre figlio di una determinata epoca, di un ambiente, di una cultura, Se vogliamo conoscere un ragazzo e incidere educativamente bisogna sapere cosa c’è dietro e dentro di lui.

Niente s’improvvisa nella vita dell’uomo. L’essere umano è sempre figlio di una determinata epoca e di un ambiente, di una cultura, co­me lo sono gli alberi. Un abete non può crescere nelle selve tropicali né un banano sulle cime nevose. Se nella catena generazionale nasce un importante esponente umano, non spunta improvvisamente come i funghi sulle montagne. Il nostro spirito si va modellando a immagine e somiglianza degli ideali che gravitano attorno a noi, e le nostre radici si alimentano, quasi per osmosi e in forma impercettibile, del mondo delle idee che ci avvolge. Se vogliamo conoscere un uo­mo dobbiamo guardare attorno a lui, cioè studiare quello che comunemente si chiama ambiente vitale.

            Accogliamo il ragazzo al punto in cui è la sua libertà.

Ogni uomo costruisce la sua personalità come un quadro dentro una cornisce. La cornice racchiude, limita, non permette trasgressioni troppo eversive. Forse non è vero che «io sono la mia libertà», ma piuttosto «io sono una libertà imbrigliata» da tutto quello che c’è intorno a me e per quanto, in un momento di indipendenza, io penso di liberarmene, non sarò mai libero al cento per cento, perché ci sono determinati messaggi e comportamenti che hanno profondamente marchiato il mio intimo

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