Nelle ore di formazione gli alunni della scuola media hanno potuto incontrare chi sta vivendo uno dei più grandi drammi del nostro tempo: chiacchierate e momenti di convivenza hanno permesso di conoscere da vicino la sofferenza ma anche il desiderio di ricominciare a vivere.

Il problema della migrazione è una questione molto discussa in questi tempi poichè riguarda tutti, anche noi. I migranti arrivano dall’ Africa, con navi molto piccole, per motivi sociali o religiosi per i quali non possono più vivere nel loro paese. Ma cosa succede prima del viaggio in mare?

Ce l’ hanno spiegato i migranti venuti al Don Bosco la scorsa settimana. Sono i ragazzi ospitati nella struttura francescana di Villa San Francesco a Legro, frazione di Orta SAn Giulio. Due di loro vengono dalla Costa d’ Avorio (Abdu e Adama di 17 anni), due dal Gambia (Kemba e Usman di 16 anni) e uno dal Togo (Keke di 17 anni).

Ci hanno raccontato il loro viaggio prima di salire sulla pericolosa barca. Sono partiti dallo stato della Costa d’ Avorio a 14/15 anni da soli e si sono fatti gli “amici” in viaggio. Poi hanno proseguito in Burkina Fasu, in Niger, nel deserto per tre giorni con una macchina e poi sono arrivati in Libia dove sono stati messi in prigione. In prigione mangiavano una volta al giorno (alle quattro del pomeriggio) un piccolo piatto e bevevano quando avevano sete. Per uscire servivano 500  franchi.

Dopo essere usciti dalla prigione, sono stati uno o due mesi in Libia a fare dei lavori della durata massima di un giorno per pagare il viaggio in barca. Quindi ci hanno spiegato che il viaggio in barca è stato molto faticoso, non hanno mangiato per due giorni, si era molto stretti e molta gente moriva.

Arrivati nell’ Italia del Sud, hanno iniziato a venire verso il Nord dove sono stati accolti al centro di accoglienza di Orta. Lo scopo di questo viaggio è di guadagnare qualche soldo per le loro famiglie in Africa: la  maggior parte stanno in Italia ma, soprattutto gli Eritreii fanno in Belgio, Germania e Inghilterra dove hanno amici. Questi ragazzi hanno continuato il loro viaggio  anche davanti a numerose difficoltà perchè desiderano avere una vita normale e quindi poter seguire un corso di studio e vogliono dimenticare le brutte esperienze fatte in famiglia.

I giovani ospiti di Legro sono venuti al don Bosco tutta la settimana e hanno partecipato ad alcuni momenti con i ragazzi, come la pausa mensa, qualche laboratorio e la “Festa d’Autunno”. Per tutti gli alunni del Don Bosco quest’incontro è stato un’interessante provocazione, poiché ciascuno ha potuto incontrare da vicino il dramma dei migranti ma, soprattutto, la loro umanità e il desiderio, per il quale hanno rischiato mille pericoli, di poter avere una vita felice.