Se racconto ai miei alunni che quando frequentavo io la scuola non esistevano i telefonini, provoco in loro una specie di trauma!

Per i nativi “digitali” sembra difficile capire come si potesse vivere anche senza essere eternamente connessi! Allora viene spontaneo domandarsi: “Chi sarebbero questi ragazzi senza il telefonino? Quale sarebbe la loro personalità?”

Da recenti indagini emerge addirittura che il telefonino sia per gli adolescenti una rappresentazione di sè, una sorta di carta d’identità da esibire per dimostrare al gruppo il proprio “stile”.

I nostri ragazzi avrebbero tutto il diritto di essere un po’ arrabbiati nei confronti di una società che li sta trattando solo come consumatori, li circonda di rumori, di risposte, di immediatezza e li bombarda di informazioni. Vedo queste nuove generazioni esposte a continui stimoli, ma dove è finita la capacità di concentrarsi, di ascoltare e prestare attenzione?

Fondamentale è cercare di adeguarsi  il più possibile a questo nuovo linguaggio per comunicare con i giovani, ma non dimentichiamoci di educarli un po’ anche al silenzio, all’ individualità e soprattutto spieghiamo loro che non si coltivano relazioni con faccine e monosillabi ma con il dialogo e il confronto!